lunedì, 29 giugno 2009
Vi segnalo il nuovo servizio di digital preservation del web  RODA (Repositorio de Objectos Digitais Autenticos), portoghese, sviluppato a cura della locale Direzioen per gli Archivi e molto avanzato dal punto di vista tecnologico e non solo.
Si tratta infatti di un repository basato su OAIS e su unsoftware open source di cui si specificano caratteristiche e proprietà.
E' disponibile in versione prototipale in inglese (http://roda.di.uminho.pt/?locale=en#home) o - naturalmente - in portoghese.
Appena avrò un po' più di tempo intendo testarlo e raccontarvi le mie impressioni.
postato da: pfeliciati alle ore giugno 29, 2009 18:44 | Permalink | commenti
categoria:archivi nel web, conservazione del digitale, risorse archivistiche, software archivistici
sabato, 20 giugno 2009
Un Comune della Provincia di Bergamo - Albino - ha indetto una gara con procedura aperta per riordino e inventariazione del proprio archivio storico.
Tra i requisiti di partecipazione mette:
 
(...) è richiesta l'esperienza di almeno tre anni nel settore e la realizzazione e ultimazione di riordini e inventariazioni analoghi in Comuni e Province con l'approvazione di almeno tre strumenti di corredo da parte della Soprintendenza archivistica. L'attività dovrà essere svolta da personale qualificato in possesso di diploma di archivistica, paleografia e diplomatica o equiparato ed un'esperienza almeno triennale nel settore con autorizzazione della Soprintendenza archivistica.
 
1. "l'approvazione di almeno tre strumenti di corredo":
quando uno strumento di corredo si intende approvato?
E' obbligatorio il rilascio di approvazione dello strumento di corredo - NON l'autorizzazione ad eseguirlo - ?
Si può chiedere ad un impresa un documento  che non viene rilasciato a lei ma, eventualmente, all'ente detentore dell'archivio, tanto più che  si chiede di presentare in sede di gara la documentazione che lo attesta?
2. "in possesso di diploma di archivistica, paleografia e diplomatica o equiparato" non sarebbe utile avere conseguito una laurea? che titolo è equiparato al diploma APD?
3. "autorizzazione della Soprintendenza archivistica" vi risulta che esista una autorizzazione rilasciata dalle Soprintendenze per esercitare la   professione?
 
mi piacerebbe sentire i vostri commenti...
archiviata (a.paci)
postato da: archiviata alle ore giugno 20, 2009 09:26 | Permalink | commenti (3)
categoria:professione archivista
martedì, 16 giugno 2009
Volevo segnalarvi il nuovo "coso" sviluppato dalla National Library of Australia, un supermotore di information retrieval che pesca, oltre cha dalle aperte fonti web australiane, in altre acque come OAIster  Internet Archive. Si chiama (provvisoriamente) soltanto "SBDS Prototype- Explore Australian collections and worldwide online sources". Beh, sembra che OAIS stia dando davvero dei buoni frutti per aggregare le risorse sparse sul web! Provare per credere...
postato da: pfeliciati alle ore giugno 16, 2009 18:22 | Permalink | commenti (1)
categoria:biblioteche, web 20, collezioni digitali
venerdì, 12 giugno 2009
Sul sito del MIBAC si informa che il CDM ha approvato in via definitiva il regolamento di riorganizzazione del Ministero stesso. L'ultima faticosa riforma risaliva al 2007 e non era praticamente neppure andata a regime.
Nessun giudizio in merito a questa riforma ma come avviene per l'Università l'eterna riforma sembra più il segnale bipartisan di una classe dirigente che procede per tentativi sulla pelle delle istituzioni che non un elemento costruttivo.
Staremo comunque a vedere
postato da: archivistica alle ore giugno 12, 2009 15:53 | Permalink | commenti (1)
categoria:lavoro, professione archivista
giovedì, 11 giugno 2009
Volevo segnalare questo articolo di Alessandra Carboni, apparso sul "Corriere della Sera" del 29.05.2009, dal titolo " La memoria digitale diventa eterna", relativo ad una ricerca condotta nei laboratori dell'Università di Berkeley (California) dal prof. Alex Zettl e dal suo team di ricercatori, che sembrebbe abbiano realizzato un prototipo di "memoria digitale" che dovrebbe raggiungere la durata di un miliardo di anni e una capienza pari ad un trilione di bit.
postato da: Marap alle ore giugno 11, 2009 00:28 | Permalink | commenti (6)
categoria:codicedigitale, conservazione del digitale
mercoledì, 10 giugno 2009

Sulla G.U. n.129 del 06.06.2009 è stato pubblicato il D.P.C.M. 30.03.2009 recante " Regole tecniche in materia di generazione, apposizione e verifica delle firme digitali e validazione temporale dei documenti informatici ". Il Decreto entra in vigore decorsi centottanta giorni dalla data di pubblicazione nella Gazzezza Ufficiale. Dalla sua entrata in vigore è abrogato il D.P.C.M. 13.01.2004 recante "Regole tecniche per la formazione, la trasmissione, la conservazione, la duplicazione, la riproduzione e la validazione, anche temporale, dei documenti informatici " .

postato da: Marap alle ore giugno 10, 2009 23:55 | Permalink | commenti
categoria:codicedigitale, conservazione del digitale
venerdì, 05 giugno 2009
Mi sembra da segnalare al di l´della reale applicabilita'  la proposta (ma meglio la definirei suggestione) avanzata da Carlo Cipriani su archivi23. In sintesi l'idea e' quella di progettare a L'Aquila un archivio della produzione digitale nazionale. Per i dettagli rimando al messaggio comparso questa mattina sulla lista. Il progetto e' molto ambizioso (per usare un eufemismo) sotto ogni punto di vista e probailmente di difficilissima realizzazione per una serie di motivi. Pero' mi piace molto l'idea e soprattutto condivido l'esigenza di partire dal vecchio per costruire anche il nuovo. Un approccio davvero poco diffuso in un paese che non solo negli archivi cede spesso a contemplazioni narcisistico/museali autoconfinandosi in un passato inevitabilmente glorioso e migliore.
postato da: archivistica alle ore giugno 05, 2009 09:51 | Permalink | commenti (1)
categoria:conservazione del digitale
sabato, 30 maggio 2009
Ho scorso sia pure frettolosamente e mi riservo di leggerlo con più attenzione il lavoro di Lisa Spiro Archival Management Software. Mi sembra interssante anche se lo ripeto non ho avuto modo di approfondire la lettura. Intanto ve lo segnalo
postato da: archivistica alle ore maggio 30, 2009 11:06 | Permalink | commenti (3)
categoria:archivi nel web, software archivistici
giovedì, 28 maggio 2009
Riprendo le considerazioni sviluppate in margine alla presentazione del forum anai, rilanciate da Roberto Grassi nel suo blog in un post che racconta di un certo smarrimento degli archivisti. I tempi sono generalmente bui e ognuno ha i suoi problemi. La comunità archivistica cui allude Grassi è sconquassata da fenomeni strutturali e congiunturali ad ogni suo livello e manifestazione. Ma, soprattutto, venuti meno oggettivamente certi fattori di aggregazione (non necessariamente da rimpiangere) è disarticolata. Anzi, disossata.
Non servirà a molto, però, come scrivevo qualche tempo indietro, mi piacerebbe vedere riunite intorno a uno o più tavoli le diverse anime della nostra archivistica nel tentativo di confrontarsi in uno spazio neutro, non influenzato da interessi contngenti che molto spesso bloccano il dibattito e ostacolano le soluzioni.
Per questo motivo nei prossimi giorni vorrei proporre alla conferenza dei docenti di archivistica (cioè alla pattuglia di docenti niversitari del settore m-sto/08, subsettore archivistico che periodicamente si riunisce sotto il coordinamento del prof.Romiti) di farsi carico di un'iniziativa di questo genere.
Mi sembra che per quanto smarrita l'università meglio di altri soggetti potrebbe essere l'innesco idale di un processo di questo genere.
Intanto volevo sapere cose ne pensano i bloggisti...
postato da: archivistica alle ore maggio 28, 2009 12:31 | Permalink | commenti (4)
categoria:
venerdì, 22 maggio 2009
Vorrei segnalare questo articolo pubblicato nel sito web di Repubblica:
http://milano.repubblica.it/dettaglio/il-computer-di-mani-pulite-cerca-un-posto-al-museo/1637922

Mi sembra interessante come caso e problema concreto di conservazione del digitale e del pericolo di perdita delle fonti della nostra storia più recente.
Come specificato nell'articolo i due Hard disk da 600 da Mb ognuno dell' Olivetti Xp9 del 1992 sono memorizzati tutti i file dei verbali, interrogatori,autorizzazioni ecc... di quella inchiesta e il sw allora usato per la loro gestione.
Salvato in extremis dalla "rottamazione", si cerca un museo che possa conservarlo come memoria storica dell'inchiesta Mani pulite. Ben venga (soprattutto di questi tempi!) la sensibilità per questo oggetto e la sua conservazione per il suo significato storico e simbolico, ma sinceramente non mi sembra che la sua "musealizzazione" sia l'unico intervento auspicabile. Il Museo della Scienza si è candidato come possibile conservatore, ma i suoi interessi sono di natura prettamente tecnologica: "Il suo valore storico per noi come museo non è legato all'inchiesta, ma al fatto che con questo computer per la prima volta l'informatica ha avuto un ruolo determinante in un'indagine giudiziaria. È stata la prima volta, per quel che se ne sa, che un computer ha dato una svolta tecnica determinante a un'inchiesta di grande respiro". Ma questo computer non è solo HW. Non bisogna dimenticare infatti che al suo interno vi sono documenti, record, file riservati che solo in parte hanno un corrispettivo cartaceo nell'archivio dell'inchiesta (che peraltro sembra giacere nello stesso sottoscala dove si trova il pc in uno stato di semi abbandono e di disordine, anch'esso bisognoso di interventi per garantirne la conservazione!). Si tratta di un archivio digital born che necessita di una specifica gestione perchè sia conservato e soprattutto accessibile, ma non mi sembra sia stato riconosciuto come tale da chi sta occupando del recupero di questo pc. Spero proprio che qualcuno faccia notare la cosa e proponga una conservazione separata dei dati memorizzati dall'HW e la loro migrazione su altri supporti e in formati standard per garantire l'accesso indipendentemente dalla macchina in cui oggi sono memorizzati, nonchè una loro "gestione archivistica". In questa prospettiva risulta determinante anche la possibilità di interfacciarsi e integrarsi con l'archivio cartaceo di cui è il naturale completamento.
Mi rimane anche una perplessità di carattere giuridico: può un'istituzione museale essere considerata idonea alla conservazione di documenti di pertinenza statale riservati??

Paola
postato da: PaolaP alle ore maggio 22, 2009 09:25 | Permalink | commenti (2)
categoria:conservazione del digitale, archivi giudiziari