Ragioni di treno mi hanno fatto perdere l'ultima parte del ws sulla conservazione digitale e me ne rammarico. Quello che ho sentito però nelle prime due sessioni mi è sembrato davvero di grande interesse. Al di là degli aspetti specifici mi sembra che siano emersi alcuni elementi centrali. Innanzitutto la crisi del modello conservativo attuale e l'esigenza di "pensarne" uno nuovo valutando anche come all'interno dei nuovi assetti debbano essere valutati i rispettivi ruoli dei soggetti coinvolti a partire dagli archivi di stato. Bene, lo pensiamo da tempo e forse è arrivato il momento di metterci mano.
D'altra parte però mentre è da ritenere condivisibile l'idea di costruire un polo della conservazione digitale presso l'ACS bisogna considerare che la conservazione digitale soprattutto in fase di avvio ha dei ocsti molto elevati. Ci sono le risorse? Esiste la volontà politica di trovarle? Il modello svizzero o quello della Casa Bianca presentati ieri al di là dei loro elementi specifici fanno riflettere innanzitutto su questo aspetto.
Altra questione quella già ricordata nel post precedente delle trasformazioni profonde che attraversano la natura stessa degli archivi e il loro modo di formarsi (qualcuno ha notato che forse non si può più parlare di sedimentazione). Questa è una sfida teorica da raccogliere e forse un inevitabile ambito di sviluppo dell'archivistica nei prossimi anni.
Mi rendo conto di essere piuttosto confuso ma francamente per qualche ora dopo la full immersion di questo periodo avrei bisogno di non parlare di archivi per cui la chiudo qui.
Avremo modo di riparlarne...
D'altra parte però mentre è da ritenere condivisibile l'idea di costruire un polo della conservazione digitale presso l'ACS bisogna considerare che la conservazione digitale soprattutto in fase di avvio ha dei ocsti molto elevati. Ci sono le risorse? Esiste la volontà politica di trovarle? Il modello svizzero o quello della Casa Bianca presentati ieri al di là dei loro elementi specifici fanno riflettere innanzitutto su questo aspetto.
Altra questione quella già ricordata nel post precedente delle trasformazioni profonde che attraversano la natura stessa degli archivi e il loro modo di formarsi (qualcuno ha notato che forse non si può più parlare di sedimentazione). Questa è una sfida teorica da raccogliere e forse un inevitabile ambito di sviluppo dell'archivistica nei prossimi anni.
Mi rendo conto di essere piuttosto confuso ma francamente per qualche ora dopo la full immersion di questo periodo avrei bisogno di non parlare di archivi per cui la chiudo qui.
Avremo modo di riparlarne...




