sabato, 21 novembre 2009
Ragioni di treno mi hanno fatto perdere l'ultima parte del ws sulla conservazione digitale e me ne rammarico. Quello che ho sentito però nelle prime due sessioni mi è sembrato davvero di grande interesse. Al di là degli aspetti specifici mi sembra che siano emersi alcuni elementi centrali. Innanzitutto la crisi del modello conservativo attuale e l'esigenza di "pensarne" uno nuovo valutando anche come all'interno dei nuovi assetti debbano essere valutati i rispettivi ruoli dei soggetti coinvolti a partire dagli archivi di stato. Bene, lo pensiamo da tempo e forse è arrivato il momento di metterci mano.
D'altra parte però mentre è da ritenere condivisibile l'idea di costruire un polo della conservazione digitale presso l'ACS bisogna considerare che la conservazione digitale soprattutto in fase di avvio ha dei ocsti molto elevati. Ci sono le risorse? Esiste la volontà politica di trovarle? Il modello svizzero o quello della Casa Bianca presentati ieri al di là dei loro elementi specifici fanno riflettere innanzitutto su questo aspetto.
Altra questione quella già ricordata nel post precedente delle trasformazioni profonde che attraversano la natura stessa degli archivi e il loro modo di formarsi (qualcuno ha notato che forse non si può più parlare di sedimentazione). Questa è una sfida teorica da raccogliere e forse un inevitabile ambito di sviluppo dell'archivistica nei prossimi anni.
Mi rendo conto di essere piuttosto confuso ma francamente per qualche ora dopo la full immersion di questo periodo avrei bisogno di non parlare di archivi per cui la chiudo qui.
Avremo modo di riparlarne...
postato da: archivistica alle ore novembre 21, 2009 16:30 | Permalink | commenti
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sabato, 21 novembre 2009
Molto più sintetico del "federato" erregi... Credo ci sia bisogno di tempo per valutare. Ma credo anche che chi ha seguito il ws sulla conservazioe digitale abbia capito bene che differenza c'è tra la realtà e l'immaginazione. Sopartutto Ilaria Pescini ha chiarito cosa stiano diventando gli archivi. Senza articoli del CAD ma solo guardandoli, studiandoli e affrontandoli. Solo un primissimo parere, una sensazione a caldo su cui vorrei tornare.
Quanto a fare sistema... qualche passaggio a vuoto forse c'è stato... magari per eccesso di zelo e per un comprensibile entusiasmo in qualche passaggio le parti hanno preso il sopravvento sul tutto
In questo modo il sistema non si farà...perchè molto semplicemente il sistema, fino alla sua consunzione, esiste già. Speriamo che siano stati solo episodi.
Nel complesso comunque grande partecipazione e grande interesse fatto questo che come ha ricordato Maurizio Savoja chiudendo lil ws su standard e metadati carica di una forte responsabilità tutti i i soggetti chiamati a dare risposte ai problemi sollevati.


postato da: archivistica alle ore novembre 21, 2009 02:22 | Permalink | commenti
categoria:date ed eventi, conservazione del digitale
mercoledì, 18 novembre 2009
postato da: archivistica alle ore novembre 18, 2009 23:23 | Permalink | commenti (3)
categoria:archivi nel web
martedì, 17 novembre 2009
Secondo la logica del ping pong che ci siamo dati rilancio un tema di centrale importanza sollevato da Roberto Grassi e che sarà affrontato nel in uno dei WS della conferenza degli archivi.
Il tema è quello del rapporto tra utenti e istituti culturali e tra servizi digitali, istituti culturali e utenti.
Personalmente non credo che nel progressivo calo di utenza fisica degli archivi incida più di tanto la costruzione di sitemi di risorse digitali anche perchè dati (sia pure grossolani e passibili di modifiche) alla mano la percentuale di strumenti effettivamente disponibili è decisamente contenuta rispetto all'esistente. Esiste caso mai il rischio che di fronte a fasce di utenza sempre più avvezze a considerare la rete come "unico" luogo della ricerca il fato che la ricchezza del panorama conservativo non esca sul web  provochi una sorta di pericolosissima amnesia digitale e concretizzi il fantasma di quelle hidden collections di cui ci siamo già occupati in precedenza.
Si può anche lamentare un imbarbarimento degli utenti e tentare di avvertire in tutti modi che soprattutto per gli archivi c'è tuto un mondo fuori dalle rete ma bisogna anche fare i conti con la realtà per evitare di tornare a commettere errori legati al particolarismo a tutti costi. Naturalmente le peculiarità degli archivi restano immutate ed ecessive semplificazioni sono effettivamente impossibili. Per quanto riguarda poi la sindrome di google io credo che solo in parte la risposta sia nella "prevenzione". Questo approccio alla ricerca ci piaccia o no è un fenomeno inarrestabile. La domanda a mio avviso non è "come si cerca" ma "cosa si trova" soprattutto se concordiamo sul fatto che le fasce di utenza si sono allargate e diversificate. Dovremo allora rendere "trovabili" i nostri sistemi archivistici che potrebbero diventare e in parte già sono non tanto chiavi di accesso primarie ma puttosto sistemi di contestualizzazione dell'informazione cui si arriva magari da un motore generalista e da cui si riparte con le corrette informazioni per approfodnidre la ricerca
Interogarci sul nostro pubblico come ricorda giustamente Roberto significa allora individuare strategie che colmino i vuoti informativi senza sacrificare la qualità ma significa anche valutare con attenzione quali servizi e quali strumenti si possano rendere disponibili.
Di questi temi offrendo anche una prima concreta risposta si è occupato già nel 2007 Pierluigi Feliciati in un suo articolo decisamente interessante "Dall'inventario alla descrizione degli archivi in ambiente digitale..."
Personalemnte ritengo che il primo rischio da scongiurare sia quello di evitare l'amnesia digitale di cui parlavamo e per far questo ritengo forse in maniera impopolare che la precedenza debba essere data alla pubblicazione coerente di strumenti di ricerca piuttosto che di fonti documentarie.
Sul come fare stiamo discutendo da tempo e si tornerà a discutere a Bologna nella speranza che acanto ai temi più tecnici (e imprescindibili) vengano a galla anche questioni di comunicazione diffusa come quelle a cui accenna Roberto.
Un aiuto in questo senso e anche qualche spunto di riflessione viene dal Manuale per l'interazione con gli utenti del web culturale
Per una dimostrazione concreta di molte soluzioni ai problemi sollevati da Roberto credo poi decisamente utile dare un'occhiata, ancora una volta, al sito dei National Archives soprattuto nele sezioni dedicate alla ricerca e alla didattica da cui emerge quello che dovrebbe essere l'uso della digitalizzazione in campo archivistico.
Mi fermo qui perchè sono stato davvero troppo lungo ma ci sarebbe ancora molto da dire a partire dalle suggestioni del web 2.0 in materia di interazioni tra utenti e tra utenti e istituti....
postato da: archivistica alle ore novembre 17, 2009 10:31 | Permalink | commenti
categoria:archivi nel web, web 20, risorse archivistiche
giovedì, 12 novembre 2009
Vi segnalo due risorse a mio avviso interessanti e che in qualche modo hanno pure a che fare con la Conferenzona di Bologna La prima è il sito di ANABAD Confederación Española de Asociaciones de Archiveros, Bibliotecarios, Museólogos y Documentalistas dove mi ha colpito il sommario dell'ultimo numero del bollettino dell'Associazione.
L'altra è il wiki Archivalsoftware sviluppato a partire dal report on archival management tools di lisa Spiro. In questo caso ho trovato decisamente interessanti le considerazioni sviluppate nel capitolo relativo alle cosiddette collezioni nascoste. Mi sembra che il tema sia molto attinente alle questioni che ci poniamo intorno a standard e metadati  soprattutto quando si legge che "increasingly, materials that are electronically inaccessible are simply not used". Credo che sia un ulteriore stimolo che spinge non solo e non tanto in direzione del digitale genricamente inteso quanto verso l'esigenza di non fare del digitale una tomba del passato descrittivo e con esso nel caso italiano di una gran parte della possibilità di accedere a un gran numero di  fondi archivistici magari dotati di vecchi inventari ma fuori dal "circuito digitale". Anche e proprio di questo vorrei parlare a Bologna...
postato da: archivistica alle ore novembre 12, 2009 13:16 | Permalink | commenti
categoria:archivi nel web, standard, collezioni digitali, professione archivista, software archivistici
mercoledì, 11 novembre 2009
Anche adesso che è stato pubblicato il programma definitivo rimane difficile fare mente locale su cosa sarà nello specifico la Conferenza nazionale degli archivi. Si individuano la macrocategorie e si condividono le osservazioni di Pierluigi e di Roberto Grassi su "vuoti e pieni" (sono curioso di leggere il seguito sugli archivi della moda che mi sembrano un'eccelente vetrina ma che colpevolmente e con atteggiamento antiitaliano non ho mai considerato un'emergenza tale da prevedere tuto lo spazio che gli è stato dedicato).
Insomma preferisco vedere almeno i documenti dei gruppi di lavoro per valutare meglio.
L'idea di "federarsi" per raccontare da osservatori non istituzionali cosa accadrà è sembrata buona e si pone il problema di come metterla in pratica. L'osservatorio istituzionale dovrebbe essere la sezione "strumenti e cronache della conferenza" sul sito ufficiale.
La federazione può avvenire invitando i nostri "utenti" a vistare i blog e i forum che "partecipano" al nostra assai poco strutturato progetto di federlismo. Quelli che mi permetto di citare perchè li teniate sotto controllo al riguardo sono Archivi, storia e storie, Cultural heritage e il forum ANAI Lombardia Archiviando. Poi estendo l'invito anche agli studenti della scuola di archivistica di Modena e al loro Cave chartas .
SE QUALCUNO DEI NOSTRI VISITATORI "OCCULTI" FOSSE INTERESSATO A INTERVENIRE E A FAR CONOSCERE IL SUO PARERE ATTRAVERSO IL NOSTRO BLOG FAREBBE POI COSA GRADITISSIMA. SIAMO A DISPOSIZIONE ANCHE PER CONCEDERE LE AUTORIZZAZIONI A POSTARE A QUANTI NE ABBIANO VOGLIA, NATURALMENTE NEL RISPETTO DEI CRITERI EDITORIALI DI FONDO DEL NOSTRO BLOG CHE SONO SEMPLICEMENTE QUELLI DELLA BUONA EDUCAZIONE.
Saluti a tutti


postato da: archivistica alle ore novembre 11, 2009 13:11 | Permalink | commenti (1)
categoria:date ed eventi
sabato, 07 novembre 2009
cari bloggisti,
non ho avuto ancora modo di approfondire l'argomento, ma intanto lo lancio, in pieno stile blog...
Vi giro un messaggio che ha girato nella lista dei bibliotecari AIOB-CUR, che mi pare interessante far conoscere anche a voi. Gli effetti anche sull'articolazione dell'offerta formativa, oltre naturalmente sulla già difficiole uniformità delle procedure di selezione degli archivisti, mi paiono anche a uno sguardo superficiale enormi!
Speriamo se ne parli nei media, altrimenti vorrà dire che siamo proprio messi male...
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Date:    Fri, 6 Nov 2009 09:32:30 +0100
From:    Dario D'Alessandro <dariodalessandro1941@yahoo.it>
Subject: Re: Territorializzazione delle procedure concorsuali

Nerio Agostini ha scritto:
"Una "bellissima" novità introdotta dal neo D. Lgs. n. 150/2009 che con
l'art. 51 dal titolo significativo - Territorializzazione delle
procedure concorsuali - afferma:
«Il principio della parità di condizioni per l'accesso ai pubblici
uffici è garantito, mediante specifiche disposizioni del bando, con
riferimento al luogo di residenza dei concorrenti, quando tale requisito
sia strumentale all'assolvimento di servizi altrimenti non attuabili o
almeno non attuabili con identico risultato....."

La cosa non e' nuova.

Non e' di oggi infatti il commento di Davide Caparini Presidente della
Commissione bicamerale-Questioni Regionali e Capogruppo Lega Nord
Commissione Lavoro a Montecitorio che con una Lettera al Giornale di
Brescia del 10/09/2008 enfatizzava: "Abbiamo compiuto un grande passo in
avanti: l'accesso ai concorsi pubblici avverrà anche in base alla
residenza, ovvero, il punteggio assegnato ai concorrenti potrà tenere
conto della residenza qualora questa consenta un migliore svolgimento
della funzione a cui è stato chiamato il candidato."

Per chi avesse voglia di leggersi questo capolavoro di prosa leghista
puo' andare al sito
http://gl-es.facebook.com/note.php?note_id=35050261596

E pensare che negli anni settanta pareva discriminatorio il fatto che
alcune amministrazioni pubbliche (la P.I., a quanto ricordo, per i
docenti) imponessero l'obbligo della residenza "dopo" l'esito del
concorso, norma che poi fu abrogata, o comunque cesso' di essere
applicata.
postato da: pfeliciati alle ore novembre 07, 2009 12:25 | Permalink | commenti (2)
categoria:lavoro, formazione
venerdì, 06 novembre 2009
Attendendo il SAN possiamo anche dare uno sguardo fuori dai confini...
Vi segnalo allora oltre il più famoso e citato APEnet
Monasterium.net progetto che si pone l'obiettivo di creare un archivio virtuale di documenti archivistici (mi sembra percepiti piuttosto come oggetti che come unità archivistiche). Il progetto a cui per l'Italia partecipano le Università di Napoli e Pisa utilizza tra l'altro partendo da TEI il modello CEI Charters Encoding Initiative
Si tratta di un'iniziativa di uncerto rilievo anche per la quantità di documenti e di materiali di supporto che il sito rende disponibil.
Altro progetto interessante e di cui sarà opportuno seguire gli sviluppi è QUIZ portale di accesso agli archivi europei

postato da: archivistica alle ore novembre 06, 2009 10:29 | Permalink | commenti
categoria:archivi nel web, risorse archivistiche, centri documentazione
giovedì, 05 novembre 2009
E' stato pubblicato il sito della conferenza nazionale degli archivi che si terrà a Bologna dal 19 al 21 novembre. L'occasione in una fase, come dire, molto fluida è importante e interessante. Condivido quello che dice Roberto grassi che se ne occupa sul suo blog : il titolo Fare sistema è forse un pò abusato ma i propositi sono da lodare. Potete prendere visione dell'articolato (quasi convulso) programma sul sito e scegliere ciò che più vi aggrada. Sicuramente da non perdere la presentazione del nuovo sistema archivistico nazionale (SAN, ma non si era sentito dire che poi si sarebbe chiamato PAN?) e, a mio avviso, il workshop sulla formazione da cui credo potrebbero scaturire le novità più interssanti in termini di sviluppo complessivo della disciplina. Sarà interssante capire quale sistema si pensi di fare, se quello a trazione centralista che mi sembra un pò in affanno oppure quello federato tra le diverse componenti che ormai in maniera paritetica contribuiscono a rendere davvero credibile il concetto di "comunità archivistica".
proporrei ai bloggisti che parteciperanno ai lavori di scegliersi un tema su cui produrre una recensione per il blog. Potremmo magari "federarci" con gli altri blog per offrire uno sguardo "dall'esterno" ai lavori...

postato da: archivistica alle ore novembre 05, 2009 14:31 | Permalink | commenti (3)
categoria:date ed eventi, archivi nel web, formazione, professione archivista
venerdì, 23 ottobre 2009
Ho letto questa mattina tra le news on-line che sarebbero in corso trattative per la vendita dell'archivio del Vasari (attualmente conservato ad Arezzo) ad una societa' russa. Nonostante le diverse testate giornalistiche che ho confrontato, non sono riuscita a fare molta chierezza sul fatto. Mi sembra di aver capito che l'archivio sia di proprieta' privata (e ovviamente vincolato) e che il proprietario poco prima di morire qualche giorno fa abbia firmato l'alienazione dell'archivio. C’e’ da augurarsi che questa transazione venga in qualche modo fermata. In questo senso gli strumenti giuridici in materia di tutela di archivi privati non mancherebbero, anche se il prezzo stabilito, 150.000.000 di euro, sono una somma alquanto elevata per poter esercitare il diritto di prelazione da parte dei soggetti pubblici (Comune di Arezzo e Regione Toscana) e statali (Ministero per i BBCC) che ne avrebbero il diritto ai sensi degli art  59-60-61-62 del Codice dei BBCC. ( Faccio una nota per chi, come me, avesse bisogno di rivedere il Codice: Gli archivi di proprieta' privata dichiarati di notevole interesse storico, benche' beni culturali ai sensi dell'art 10, non sono sottoposti allo stesso regime di autorizazione per l’alienazione che vige per i beni del demanio culturale dello Stato (artt 53-54-55) e delle persone giuridiche private senza fini di lucro (art.56). L’unico obbligo per i privati e’ quello di denuncia di trasferimento ai sensi dell’art.59. A questo punto il ministero o gli altri soggetti pubblici che ne hanno diritto possono esercitare Il diritto di prelazione “al medesimo prezzo stabilito nell'atto di alienazione o al medesimo valore attribuito nell'atto di conferimento”, art 59 comma1)
Fermo restando che non credo si possa stabilire un prezzo per questo preziosissimo carteggio, il problema fondamentale, sollevato da tutti gli articoli che ho consultato, sarebbe l'eventuale uscita dell'archivio dall'Italia e la sua sottrazione alla fruizione pubblica. Anche in questo caso la nostra legislazione sugli archivi privati dichiarati di notevole interesse storico dovrebbe soccorrerci. L’art 65 del Codice BBCC vieta l'uscita del bene vincolato dal territorio della Repubblica senza autorizzazione, quindi, se non erro, ancora si dovrebbe poter fare qualcosa per assicurare la permanenza dell'archivio presso una istituzione che ne garantisca la fruibilita' da parte dei ricercatori. Spero vivamente che questo nostro inestimabile "documento" del '500 italiano non finisca in qualche collezione privata. Se questo archivio dovesse lasciare l'Italia e il suo "contesto" sarebbe una perdita inestimabile per il nostro patrimonio culturale. Sottrarlo alla pubblica fruizione a alla ricerca sarebbe una grave ferita inflitta alla cultura e alla ricerca a livello internazionale.

postato da: PaolaP alle ore ottobre 23, 2009 17:18 | Permalink | commenti (5)
categoria:archivi privati, archivi privati