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Federico Valacchi docente di archivistica e archivistica informatica presso l'Università di Macerata

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giovedì, 25 agosto 2005
Un pò per gioco ...

Come promesso nel commento alla “frittata è fatta” ecco l’esercizio. Niente di eclatante o particolarmente interessante, come dice lo stesso titolo del post.  Si tratta di ricostruire l’interpretazione in base alla quale il comma 7 dell’art. 1 della legge di conversione del decreto legislativo omnibus estende fino al 9 giugno 2006 l’adozione dei decreti legislativi chiamati a correggere e integrare i provvedimenti per il coordinamento e il riassetto delle disposizioni in materia di società dell’informazione previsti dal comma 3 dell’art. 10 della legge 229/2003 (legge di semplificazione 2001). L’ oggetto della proroga è quindi la correzione e l’integrazione del D.Lgs. 43/2005, relativo all’ istituzione del sistema pubblico di connettività e della rete internazionale della pubblica amministrazione ma soprattutto del  Codice dell’amministrazione digitale.

Postato da: Marap a agosto 25, 2005 15:08 | link | commenti (11) |
codicedigitale

archivi dei servizi

una lettura per certi versi interessante http://www.sisde.it/sito/Rivista28.nsf/ServNavigE/6

Postato da: archivistica a agosto 25, 2005 10:55 | link | commenti |

appello degli storici per gli archivi dei governi

cari bloggisti,
in assenza di inziative da parte dell'ANAI (o almeno di iniziative pubbliche) o di appelli da parte di archivisti (su Archivi 23 al massimo possiamo balbettare...), per non parlare della Direzione Generale o del Dipartimento, alcuni storici hanno firmato il loro appello e lo hanno fatto pubblicare al Corriere della Sera.
Se credete, possiamo anche noi provare a scrivere un appello, farlo girare per raccogliere sottoscrizioni e magari provare a trovare una sede per pubblicarlo (oltre che inviarlo al ministro).

Vi riporto per conoscenza quello degli storici:
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Un Appello di Storici - Accademici in rivolta: no agli archivi separati
20 AGO 2005 CORRIERE DELLA SERA

LA POLEMICA
Galli della Loggia ha sollevato il tema, sul «Corriere»
Dopo l'allarme lanciato da Ernesto Galli della Loggia nell'articolo di fondo del 5 agosto, gli storici si mobilitano per chiedere al ministro dei Beni culturali di prestare ascolto al loro collega editorialista del Corriere.
L'obiettivo è evitare che la Presidenza del Consiglio si doti di un archivio storico separato, sottraendo così competenze importanti all'Archivio Centrale dello Stato. Studiosi di numerose università concordano con Galli della Loggia nel ritenere un errore la norma sull'argomento contenuta nel decreto legislativo 115, del 15 giugno scorso. E hanno rivolto un appello a Rocco Buttiglione, invitandolo a «intervenire per ottenere la correzione del provvedimento».
«La proliferazione delle sedi di conservazione — affermano i firmatari — ostacola la ricerca e intacca l'organicità dei fondi archivistici, rendendo, tra l'altro, difformi e spesso aleatorie le procedure per l'accesso ai documenti da parte dei
ricercatori.
Nei suoi cinquant'anni di vita, l'Archivio Centrale ha garantito una consultazione altamente qualificata e ispirata a criteri di profonda liberalità, che hanno consentito agli studiosi italiani e stranieri di realizzare decine di migliaia di ricerche e di pubblicazioni scientifiche»; è essenziale, secondo i sottoscrittori, che «tale patrimonio non vada disperso, depauperando sostanzialmente le competenze del maggior istituto nazionale preposto alla conservazione, alla tutela e alla valorizzazione della documentazione contemporanea».
L'appello è firmato da Elena Aga Rossi, Nicola Antonetti, Ester Capuzzo, Marina Cattaruzza, Roberto Chiarini, Luigi Compagna, Roberto de Mattei, Gianni Donno, Sandro Fontana, Carlo Ghisalberti, Piero Melograni, Paolo Nello, Giuseppe Parlato, Francesco Perfetti, Giorgio Petracchi, Giovanni Sabbatucci, Mariuccia Salvati, Salvatore Sechi, Francesca Sofia, Massimo Teodori, Victor Zaslavsky.


Postato da: pfeliciati a agosto 25, 2005 08:51 | link | commenti (6) |

mercoledì, 24 agosto 2005
enti pubblici...

per riprendere in tono assolutamente scevro da ogni polemica alcuni temi del dibattito degli ultimi giorni invito chi ha voglia di farlo a leggere il capitolato http://www.comune.siena.it/main.asp?id=2286 relativo ad una sedicente riorganizzazione degli archivi del comune di siena. tenete presente che siena ha un archivio comunale di assoluta rilevanza e una tradizione archivistica solidissima... come vedrete il capitolato ignora completamente qualsiasi aspetto chge possa puzzare di archivistica e delega secondo il più scellerato dei modelli la soluzione dei problemi alla componente tecnologica. c'è stata una levata di scudi da parte degli archivisti del comune ma mi sa che cambierà poco...questo mi sembra un esempio concreto di come anche al di fuori delle istituzioni archivistiche consolidate le cose non vadano poi così bene. e mi sembra anche che la nostra sia una battaglia che ogni giorno di più merita di essere combattuta con la necessaria cattiveria nei confronti di quanti continuano ad ignorare che per riorganizzare gli archivi ci vogliono gli archivisti e non solo gli informatici. dico questo partendo dalle mie posizioni che sono come sapete di assoluta apertura verso la tecnologia ma davvero non se ne può più di amministratori che non capiscono cosa amministrano!

Postato da: archivistica a agosto 24, 2005 11:23 | link | commenti (1) |

la frittata è fatta...

cari miei,
evidentemente neanche il sito del Senato è così chiaro... non si capiva (o io non capivo) se questo benedetto decretone era stato discusso e approvato in seconda lettura l'ultimo giorno prima delle vacanze o no.
Ora scopro di sì, visto che è uscito sulla gazzetta ufficiale n. 194 del 22 agosto 2005.
Vi ricordo che  l'articolo che riguarda l'archivio storico della Presidenza del consiglio  è nell'appendice 1 - art. 14 -duodecies.
Piccolo esercizio di euristica delle fonti normative...Vi sfido a trovarlo!
 

Postato da: pfeliciati a agosto 24, 2005 11:18 | link | commenti (1) |

martedì, 23 agosto 2005
in difesa del blog

ahi ahi ahi...
brutto segno quando in regime di democrazia e tanto più in spazi di discusione completamente liberi e "tematici" come questo blog ci si sente più sicuri restando nell'anonimato...
brutto segno che rispetto ad un'opinione su uno specifico evento o tema si risponda con attacchi a tutto campo, insinuando anche insinuazioni ed offese personali, confondendo le persone con i gruppi o lobbies e chissà con cos'altro...
In cosa si sente defraudato al punto da scattare con tanta acrimonia ad una mia posizione su un articolo di acgomento archivistico all'interno di una legge che tratta d'altro, quasi non avessi il diritto di dire la mia senza trattare prima di enti, di tutela del riparmio, di separazione delle carriere tra magistrati, di riforma delle pensioni e su non so cos'altro?
Cosa sa l'utente anonimo delle mie posizioni e delle mie iniziative sulla riforma del sistema archivistico nazionale, sul ruolo delle regioni e degli enti locali, sulla necessità di maggiore omogeineità ed apertura da parte degli archivisti di stato e sulla necessità di un ricambio generazionale, sugli sprechi della pubblica amministrazione (specie sull'elefantiasi degli uffici politici rispetto agli organi tecnici), del mio sdegno e della coseguente azione che ho sempre svolto perché gli archivi fossero accessibili, conusltabili da parte di tutti allo stesso modo?
E non sapendo, cosa lo rende tanto aggressivo?
Se sapesse di più, se leggesse le opinioni mie e degli altri come occasioni di confronto di esperienze, di frustrazioni e di progetti, credo che trarrebbe il giusto giovamento dalla frequentazione di questo blog così aperto e condiviso, per volere del prof. Valacchi, un'occasione di confronto preziosa con chi - con diversi punti di vista e anche da diverse posizioni - ha a che fare col mondo degli archivi e vuole migliorarlo.
Sull'università e sullo scippo di docenze operato dagli archivisti di stato non dico niente di più di quello che Federico Valacchi, con maggior competenza di me, ha già scritto. Sennò mi arrabbio anche io...
Confermo l'appuntamento per chiacchirare sugli effetti dell'istituzione dell'archivio storico della presidenza del consiglio, e anzi lo anticipo molto volentieri, magari alla cena di inizio corso a fine settembre, per parlare liberamente di quello che pensiamo e, magari, cambiarci reciprocamente anche idea...
Pierluigi Feliciati

Postato da: pfeliciati a agosto 23, 2005 16:15 | link | commenti (2) |

archivisti anonimi e altro

Vorrei riprendere alcune considerazioni emerse nel dibattito relativo all'archivio della presidenza del consiglio segnalando tra l'altro la mail di ingrid germani comparsa stamani su archivi23 che mi sembra fornisca ulteriori spunti di riflessione. Detto questo premetto che francamente non comprendo il meccanismo dell'anonimato a difesa della libertà di espressione. Mi sembra contraddittorio chiamare gli archivisti genericamente intesi a sollevamenti popolari contro i modelli imperanti senza nemmeno poi assumersi la responsabilità di una firma in uno spazio di discussione libero come questo... Mi sembra che si evochi un clima da caccia alle streghe che non ha motivo di esistere. Al contrario posizioni contrapposte sono il pane di uno spazio di discussione quindi per il blog ma anche per l'ambito universitario il nostro utente anonimo è davvero prezioso...altro che nascondersi dietro l'anonimato per timore di non meglio identificate repressioni! Ad ogni modo rispetto la scelta e naturalmente le opinioni espresse anche se molte non le condivido.
A questo punto qualche considerazione anche sui temi affrontati che sono molti e mi sembra molto seri.

La mia posizione personale sul rapporto tra archivisti istituzioni archivistiche e archivi di stato è abbastanza cjhiara da tempo. non condivido l'individuazione della casta degli archivisti di stato come responsabile di tutte le disgrazie della professione. come è ovvio esistono archivisti di stato bravi, meno bravi e cialtroni. esistono archivisti di stato che comprendono che la loro professione deve essere quella di comunicatori di informazioni e quelli che si arroccano su posizioni di privilegio che dal controllo di tali informazioni derivano. ma non è un problema di inquadramento è un problema di natura squisitamente culturale. anche al di fuori degli archivi di stato non mancano esempi di archivisti preparatissimi ma assai poco inclini a "comunicare".

il ruolo forte degll'amministrazione lo sappiamo bene è un portato storico. il modello conservativo, le scuole e anche l'ssociazione professionale nascono e si sviluppano intorno a questo approccio che fa degli archivi di stato il cuore del sistema archivistico. almeno fino a un certo periodo. da un pò di tempo a questa parte però le cose sono cambiate ancghe perchè l'amministrazione non assorbe più risorse. e non sono sem,pre cambiate in peggio. da molti anni ormai senza bisogno di aspettare assunzioni da parte degli enti pubblici c'è chi esercita più che decorosamente la professione o come libero professionista (non disprezzerei troppo gli alp) o in fome più strutturate. avviene anche nelle marche: c'è chi lavora e lavora bene nelle difficoltà ma senza aspettare soluzioni dall'alto che per quanto decentrate mi sembra non facciano altro che aspirare ad una riproduzione locale del tanto criticato modello degli archivisti di stato.

qui nessuno -tanto meno il prf. feliciati!- difende rendite di posizione. anzi si lavora molto sulle possibili alternative tentando come altrove avviene di mettere insieme istituzioni (regioni, soprintendenze, università) e risorse professionali disponibili. con risultati alterni ma con grande impegno da parte di tutti. vorrei ricordare a mero titolo di esempio che presso l'archivio di stato di ancona (attualmente diretto da giovanna giubbini anche lei evidentemente rea a causa del suo contratto presso unimc di appiattire il dibattito?non è anche qui un problema di persone? chiedere a chi ha frequentato i corsi se il dibattito l'appiattisce il ruolo o lo spessore minimo di chi insegna magari con tanto di cattedra strutturata...) lavorano alcune persone laureatesi a fermo e che in questa fasel'amministrazione perprogetti come il sias sta attingendo a piene mani ai laureati elle diverse cattedre italiane.

è vero esistono sacche di resistenza ma il massimalismo noni aiuta. quello che a mio avviso serve è un approccio detrminato e non rassegnato propositivo e non supino, informato e attento. si corre il rischio altrimenti di contrapporre alle grandi parole e ai piccoli insulti stereotipi altrettanto lisi...

sui problemi della gestione concordo molto (almeno nelle linee generali) con le posizioni espresse: sono le stesse che abbiamo cercato di esplicitare per esepmio durante il corso di loreto e proprio in questi giorni sto tentando di dar corpo a un piccolo articolo al riguardo. appena è cotto per quello che può servire lo rendo disponibile sul forum. intanto qualcosa potete trovarla sul cd della soprintendenza disponibile in biblioteca e relativo appunto alle lezioni del corso di loreto di questo inverno. io credo che al di là dei modelli organizzativi deve essere molto chiaro su questo terreno che descrivere e inventariare non serve a niente se non si progetta anche la gestione attiva e che la gestione attiva sia il terreno sul quale gli archivisti dovranno concentrarsi...

due parole infine sull'università (del palio di fermo da senese non posso interessarmi, lo capite bene...)

la situazione di difficoltà è evidente ma sorge paradossalmente anche e soprattutto da posizioni quelle sì di retroguardia di chi continua a percepire l'accademia come un edificio isolato sul monte del sapere...

giuro che anch'io vorrei un'università più attiva. cerco però di non lamentarmi tanto e di tentare nei limiti delle mie ridottissime possibilità di parlare meno che posso e di fare qualcosa all'interno di un contesto che in più di un'occasione mi ha lasciato stupefatto per il suo desiderio di particolrismo e marginalità ceracata con tutte le forze per poi potersi lagnare  dell'isolamento e dei torti subiti...

mi scuso per la frammentarietà e chiudo ringraziando chi alza la sua voce magari anonima ma quanto mai utile fuori dal coro

Postato da: archivistica a agosto 23, 2005 09:46 | link | commenti |

martedì, 16 agosto 2005
Requisiti tecnici e i diversi livelli per l'accessibilità agli strumenti informatici

Sulla Gazzetta Ufficiale - Serie Generale n. 183 dell'  8 agosto 2005 è stato pubblicato il Decreto Ministeriale a firma del Ministro Stanca 8 luglio 2005, che stabilisce le linee guida recanti i  requisiti tecnici e i diversi livelli per l’accessibilità e le metodologie tecniche per la verifica dell’accessibilità dei siti Internet, nonché i programmi di valutazione assistita utilizzabili a tale fine.

http://www.gazzettaufficiale.it/guri/atto_fs.jsp?sommario=true&service=0&expensive=0&dataGazzetta=2005-08-08&redazione=05A07954&numgu=183&progpag=1&sw1=0&numprov=0

Postato da: Marap a agosto 16, 2005 16:09 | link | commenti |
codicedigitale

divide et impera

cari  bloggisti,
aggiornamenti legislativi: il Governo ha pensato bene di infilare tra le pieghe dell'osceno decreto cosiddetto Omnibus, tra modifiche al codice di procedura civile, assunzione dei precari della scuola e altre amenità (addirittura conferimento di funzioni di polizia giudiziaria ai militari...), un articoletto asciutto e ben mimetizzatio dove si modifica: il Codice dei beni culturali come segue:

" Art. 14-quaterdecies. - (Archivio storico della Presidenza del Consiglio dei ministri) - 1. All'articolo 42 del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, dopo il comma 3, è aggiunto il seguente:

   "3-bis. La Presidenza del Consiglio dei ministri conserva i suoi atti presso il proprio archivio storico, secondo le determinazioni assunte dal Presidente del Consiglio dei ministri con proprio decreto. Con lo stesso decreto sono stabilite le modalità di conservazione, di consultazione e di accesso agli atti presso l'archivio storico della Presidenza del Consiglio dei ministri".

capito??La presidenza del consiglio ci aveva già provato con un emendamento del governo alla legge sul diritto d'autore (sempre in tema, no? così da confondere il Parlamento impedendo un dibattito serio sui contenuti...) e aveva scritto all'ufficio legislativo del Ministero per i beni culturali un appunto in cui si sostenevano cose farneticanti sulla necessità di istituire un "Archivio che nei fatti c'è già", senza mai citare che i documenti storici della Presidenza del Consiglio sono già conservati e consultabili presso un'istituzione che ha appena compiuto 50 anni, l'Archivio Centrale dello Stato.
Ma noo, blaterano tanto sul risparmio nella spesa pubblica ma alla fine continuano a creare mille ministerietti e poltrone, e visto che hanno appena comprato e ristrutturato un altro palazzo in pieno centro di Roma, devono inventarsi una nuova istituzione da metterci dentro... E il personale? Beh, la direttrice c'è già (no comment), per il resto si può fare con contratti a tempo determinato, oppure covertendo portaborse e cortigiani vari al ruolo di archivisti storici!
Nel mio piccolissimo ho inviato a vari parlamentari dell'opposizione una mail d'avviso. A dire il vero l'ultimo giorno di sessione del Senato avrebbero dovuto approvare definitivamente il decretone (" Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 giugno 2005, n. 115, recante disposizioni urgenti per assicurare la funzionalità di settori della pubblica amministrazione. Disposizioni in materia di organico del personale della carriera diplomatica, delega al Governo per l'attuazione della direttiva 2000/53/CE in materia di veicoli fuori uso e proroghe di termini per l'esercizio di deleghe legislative") dopo che alla Camera l'opposizione aveva ottenuto pesanti emendamenti e stralci. Io non riesco a capire dal sito del Senato cosa abbiano poi fatto, visto che la delega scadrebbe il 30 agosto e il Senato si riunisce di nuovo il 12 settembre. Il decretone, comunque, sulla G.U. non mi pare ancora uscito.

Tutto questo per mettere in evidenza una volta di più come ci sia bisogno da parte della comunità degli archivisti di un ruolo (anche di controllo) nei confronti dell'attività legislativa - governo e parlamento - specie in tempi di "legislazione creativa" come quelli che stiamo vivendo.

Postato da: pfeliciati a agosto 16, 2005 07:54 | link | commenti (9) |

giovedì, 11 agosto 2005
punti di vista...

Turista: «Buongiorno, buon uomo, posso chiederle cosa sta facendo?»

I° scalpellino: «Eh, signor mio, una vita grama sto facendo. Tutto il santo giorno a menar martellate a questi sassi, solo perché qualche uomo potente lo pretende!»

Turista: «Mi dispiace tanto. La saluto... (si rivolge ad un altro scalpellino) Buongiorno, buon uomo, posso chiedere anche a lei cosa sta facendo?»

II° scalpellino: «Certo, signore. Vede? Io devo trasformare questi massi informi in pietre perfettamente squadrate e della giusta misura. Non è facile, sa? Ma è una bella soddisfazione riuscire a fare un lavoro senza troppe imperfezioni come quella pietra lì.»

Turista: «Interessante, grazie. (si rivolge ad un terzo scalpellino) Buongiorno, buon uomo, e lei, cosa sta facendo?»

III° scalpellino: «Io, signore? Io sto costruendo una grande cattedrale!»

Postato da: pfeliciati a agosto 11, 2005 11:15 | link | commenti |
citazioni