Il Codice, allo stato attuale delle cose e visti i tagli drammatici della finanziaria sui bilanci della Pubblica Amministrazione (il comma 51 di cui Marap ci ha informato, oltre ad essere scritto particolarmente male, è inapplicabile) mi sembra impossibile da rendere amministrazione attiva.
Nonostante questo, leggetevi cosa ne scrivono i giornali ...
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ROMA - Oggi è entrato in vigore il codice Codice dell'Amministrazione Digitale, che introduce importanti novità nel campo del rilascio di certificati, delle comunicazioni tra cittadini e pubblica amministrazione e nell'archiviazione di atti. La burocrazia, se non si snellirà, almeno avrà per alcuni tempi meno lunghi, basterà eseguire alcune operazioni online e si eviteranno file e pacchi di carta. Ecco alcune delle novità principali del nuovo codice.
I certificati. Sono 35 milioni i certificati prodotti annualmente dalle pubbliche amministrazioni, con un costo per i cittadini di circa 13,50 euro per ciascun certificato. La Pubblica Amministrazione digitale azzererà il numero dei certificati attraverso la trasmissione telematica dei documenti tra amministrazioni e la condivisone dei database. Cittadini ed imprese potrebbero risparmiare oltre 400 milioni di euro.
La posta elettronica. Sono stimati in 31 milioni i messaggi di posta elettronica inviati tra pubbliche amministrazioni e nei contatti di queste con l'esterno, e in 18 euro il risparmio ottenuto per ogni e-mail rispetto alla gestione di un messaggio di posta tradizionale. Il Codice, riconoscendo piena validità giuridica alle comunicazioni per via telematica, pone le basi per un incremento del loro numero e, soprattutto, per una sostituzione quasi totale della vecchia trasmissione cartacea. Una stima molto
prudente valuta in circa 360 milioni di euro i risparmi che ne potrebbero derivare sin dal primo anno.
Gli archivi. Con il Codice, la pubblica amministrazione senza carta diventa realtà. Tutti gli atti, i dati, i documenti, le scritture contabili e la corrispondenza prodotti o riprodotti in maniera digitale, secondo le regole che garantiscono la conformità agli originali, hanno la stessa validità giuridica di documenti cartacei e devono essere conservati in archivi informatici, grazie ai quali si riducono tempi e costi di ricerca dei documenti, ma anche quelli di gestione e manutenzione degli archivi: processi più veloci, risparmi di spesa per le amministrazioni, enorme recupero di spazi (spesso presi in locazione) prima occupati da ingombranti archivi cartacei.
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1 gennaio 2006.
Repubblica online, Tecnologie&Scienze.it)