
Federico Valacchi docente di archivistica e archivistica informatica presso l'Università di Macerata
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L'autunno è un buon momento per impostare le attività. Con questo post lancio un sondaggio per individuare quali sono i temi che al momento ci stanno più a cuore al fine di programmare almeno un paio di seminari di approfondimento per l'inverno/primavera.
a me non dispiacerebbe per esempio realizzare un'iniziativa sugli aspetti giuridici relativi all'evoluzione possibile del modello conservativo cui far intervenire giuristi, archivisti, informatici e politici...
Sono in via di definizione e vi comunicherò i programmi appena saranno definitivi due iniziative sul territorio che mi sembrano interessanti
il 26 ottobre ad ancona ci sarà una grnata di lavoro sui sistemi descrittivi degli archivi locali
il 23 novembre sarà presentato con ampio e generalizzato dibattito il sias di ancona.
tornerò sui dettagli ma conto su una folta presenza dei nostri!!
vi giro questa notizia dalla lista AIB-CUR (28.09.2006) e vi segnalo in particolare l'art. 15 (Biblioteche e archivi storici degli enti territoriali), che per gli archivi, al comma 2, recita:
"L’archivio storico è una struttura permanente preposta alla raccolta e alla conservazione della documentazione originale di interesse storico della comunità locale; a tal fine provvede alla sua adeguata valorizzazione e conservazione, all’ordinamento e all’inventariazione, ne promuove l’utilizzazione scientifica e l’uso pubblico nel rispetto dei principi di tutela della riservatezza previsti dalla legislazione vigente."
una definizione interessante, no?
saluti (PF)
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Il Consiglio Regionale della Sardegna il 14 settembre u.s. ha approvato
la legge: Norme in materia di beni culturali, istituti e luoghi della
cultura. La legge regolamenta per la prima volta in Sardegna anche il
settore delle biblioteche oltre a quello dei musei e degli archivi. La
parte relativa alle biblioteche era stata presentata ai bibliotecari
sardi a Santa Cristina di Paulilatino il 14 aprile in un incontro
organizzato dalla Sezione AIB con l'Assessore Elisabetta Pilia che l'ha
fortemente voluta. Per le biblioteche ( e non solo) è certo una data
storica, dopo cinquantasei anni la regione sarda legifera di nuovo
(l'ultima e unica legge era la n.64 del 1950 all'ombra della quale
comunque in Sardegna si è via via costituita una rete di sistemi
bibliotecari ed è maturata una situazione fondata sulla cooperazione di
fatto, che viene ora riconosciuta e codificata con nuovo vigore) dopo
almeno dodici tentativi tra bozze e disegni e proposte andati a vuoto.
Questa legge certamente non risolverà tutti i problemi delle biblioteche
e degli altri istituti culturali ma è certamente un importantissimo
punto fermo da cui ripartire. Vi invito a leggere il testo, disponibile
sul sito della Regione
http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_22_20060927105704.pdf
La legge che è già pubblicata sul Bollettino Ufficiale della R.A.S. n.
32 del 26 settembre abroga la legislazione precedente e comporterà
quindi la necessità di un adeguamento in tempi piuttosto rapidi, secondo
una tempistica prevista dalla legge stessa, richiederà uno sforzo
notevole a tutte le Istituzioni coinvolte, in primo luogo alla Regione
stessa e poi alle Province alle quali passano buona parte delle
competenze sul settore e agli Enti locali in generale. Si tratta di una
vera e propria sfida per la riorganizzazione del settore che arriva in
un momento non facile, sia perché le province sarde sono recentemente
passate da quattro a otto quindi con ben quattro nuove province in fase
di prima organizzazione sia per i problemi del personale delle
biblioteche anche questi accentuati da una situazione di transizione e
di passaggio delle competenze che sta creando non poche incertezze. Sarà
indispensabile una attenzione e partecipazione di tutto il mondo delle
biblioteche che viene chiamato ad essere protagonista in modo più
diretto della nuova fase che si apre.
Un saluto a tutti
Sandro Ghiani
Sandro Ghiani
Presidente Aib-Sezione Sardegna
e altri due concorsi bellini su http://www.aib.it/aib/aibcur/age/lx.htm3
Da archivi 23 un bando per archivisti...
http://www.uniroma1.it/amm-personale/concorsi/tecnico-ammin/bandiTA .
htm
Il bando in questione è quello relativo ad un "Concorso pubblico, per
titoli ed esami, per il conferimento di n. 1 posto di categoria C,
posizione economica C1, dell'Area tecnica, tecnico-scientifica ed
elaborazione dati, con rapporto di lavoro a tempo indeterminato, per le
esigenze della Ripartizione II - Personale - dell'Università degli
Studi di Roma La Sapienza".
http://www.regione.marche.it/bandi/files/personale/dec55207092006.rtf
a questo indirizzo un concorso della Regione Marche per operatore culturale....guardate un po'.....non sembra male!
Nei prossimi mesi mi piacerebbe avviare un dibattito e magari promuovere un seminario sull'evoluzione dei modelli conservativi imposta dai documenti digitali e dalla diffusione di sistemi documentari integrati. I poli conservativi territoriali sembrano al momento la soluzione più praticabile e a questo modello si sta lavorando per esempio negli sviluppi del progetto docarea in emilia romagna. Ma i quesiti sono molti a partire dalle modalità di definizione giuridica e istituzionale di questi ASC e del loro rapporto con i tradizionali istituti di conservazione.
Per il caso Emilia qualche spunto in G. Garavini, Da DocArea al polo archivistico regionale, contributo al convegno “Per una P.A. senza carta: dal progetto alla realtà” tenutosi a Bologna il 20 aprile 2006 e disponibile all’indirizzo < http://www.forumpa.it/convegni/docarea/documenti/garavini.html
Più in generale invece interssanti i risultati del lavoro svolto dalla Task force on digital repository certification di RLG (Research Library Group) e dal NARA (US National Archives and Records Administration disponibili all’indirizzo http://www.rlg.org/en/page.php?Page_ID=580.
Dal " Sole-24 Ore " di Sabato 2 settembre 2006 - N.240, pag.22
In attesa delle annunciate ulteriori istruzioni da parte dell' Agenzia delle Entrate sull'archiviazione ottica dei documenti aventi rilevanza fiscale, il primo Agosto 2006
1. le spese documentate (anche se non riportanti l'intestazione del titolare), il cui contenuto è riscontrabile attraverso lo stesso documento cartaceo originale, che va comunque conservato;
2. le spese non documentabili sino all' importo massimo giornaliero di € 15,49, elevato a € 25,82 per le trasferte all'estero, il cui contenuto è comunque ricostruibile sia attraverso le annotazioni effettuate nei libri contabili obbligatori sia attraverso l'ulteriore documentazione interna dalla quale il datore di lavoro deve far risultare la trasferta del dipendente;
3. le spese relative alle indennità chilometriche il cui contenuto è sempre ricostruibile nei modi indicati al punto precedente.
Nel sito CNIPA si legge che il 22 settembre 2006 si terrà a Roma un seminario di studio sui " nuovi formati della firma digitale " che decriverà , " ad un livello intermedio, le nuove regole di interoperabilità della firma digitale ". Verranno "descritte
Il fatto è che la deliberazione CNIPA 34/2006 è introvabile (perlomeno per me). Potrebbe essere stata pubblicata in Gazzetta ed esermi sfuggita. Non lo sò. Quello che è certo è che non la trovo neanche nel sito CNIPA. Chissà, forse sarà stata già numerata (solo in bozza) e verrà tenuta "segreta" fino all' ultimo .... o sono io che non riesco a capirne la logica di "pubblicizzazione" e/o "archiviazione" ....
[notizia tratta da Zeus News- www.zeusnews.it - 05-09-2006]
"Google Image Labeler é un semplice giochino dove gli utenti (a coppie di due) si scontrano uno contro l'altro nel tentativo di indovinare quale tag è stato utilizzato per una immagine presa a caso dall'archivio di Google. Non è necessaria alcuna registrazione: è sufficiente andare alla pagina del gioco, anche se gli utenti con un account su Google possono venire riconosciuti e giocare eventualmente con il proprio nome.
Non si vince nulla, se non il gusto di trascorrere qualche minuto in un passatempo semplice e immediato.
Google Image Labeler infatti consiste nell'attribuire a un'immagine casuale visualizzata - che viene prelevata dall'indice di Google - uno o più tag. La medesima immagine con lo stesso obiettivo vengono sottoposti all'avversario. Entro il tempo limite prefissato di un minuto e mezzo occorre identificare il tag che descrive al meglio l'immagine visualizzata. A ogni risposta corretta viene dato un punteggio.
Contemporaneamente Google guadagna "informazioni" utili: più giocatori ci saranno, più facilmente potrà ottenere una mole di informazioni al fine di ordinare il proprio archivio di immagini, migliorando la ricerca."
Che ne dite? Sulla lista dei bibliotecari c'è che ha commentato positivamente, osservando che l'attribuzione di voci di calssificazione a partire dagli utenti può essere un esperimento interessante, che superi ontologie troppo accademiche, c'è solo da stare a vedere il margine di variazioni... Lo so, prof, che non è roba da archivisti seri , ma...
se si raccogliessero le domande più frequenti agli archivi e le si utilizzasse per rendere piùà potenti i sistemi di informationm retrieval, non sarebbe unteressante (data mining, si chiama)