venerdì, 30 marzo 2007

Proviamo a lanciare un nuovo esercizio che vorrei diffondere anche tramite il forum.

Valutiamo dai nostri molti punti di vista la qualità, la usabilità e l'utilità di alcuni siti che restituiscono inventari e/o strumenti di accesso ai fondi archivistici.

Vorrei cominciare con un caso che mi sembra interessante e per certi versi piuttosto inquietante. Si tratta dei fondi archivistici disponibili all'interno del sito del sistema bibliotecario dell'università di siena.

Il primo dato se li volete raggiungere dal sito unisi vi aspetta un percorso abbastanza avventuroso. sulla home cliccate su biblioteche e documentazione, quindi scegliete area delle biblioteche (logico no? ma andando avanti tutto si spiega) a questo punto vi imbattete in un link "archivi" ma ignoratelo la pagina è in costruzione accedete invece ai cataloghi di sbs. alla fine della lunga lista sperduto in "altri cataloghi" c'è un linkettino "archivi" da cui però si accede solo al fondo de andrè. ma non disperate cliccando su sali di livello  riuscite a visualizzare l'elenco dei fondi disponibili.

Per brevità l'indirizzo è http://www.asb.unisi.it/sbstree/frames.aspx?sys_figlio=000015053

A questo punto la palla passa a voi navigate attraverso i fondi e fatemi sapere che ne pensate. io mi sono fatto un giudizio che non anticipo per non influenzare nessuno.

postato da: archivistica alle ore marzo 30, 2007 12:54 | Permalink | commenti (1)
categoria:archivi nel web
venerdì, 30 marzo 2007
postato da: MaudBailey alle ore marzo 30, 2007 09:54 | Permalink | commenti (2)
categoria:editoria digitale
lunedì, 26 marzo 2007
postato da: archivistica alle ore marzo 26, 2007 17:12 | Permalink | commenti
categoria:
mercoledì, 21 marzo 2007
postato da: Marap alle ore marzo 21, 2007 23:15 | Permalink | commenti
categoria:biblioteche, conservazione del digitale
lunedì, 19 marzo 2007

Con riferimento all'oggetto vi segnalo questa circolare del Ministero dell'Economia e delle Finanze del 14.11.2006 ( http://www.bv.ipzs.it/2007_01_23_12_46_39_OCR.pdf ).

postato da: Marap alle ore marzo 19, 2007 17:14 | Permalink | commenti
categoria:biblioteche, codicedigitale, conservazione del digitale
lunedì, 19 marzo 2007
All'indirizzo http://www.giustizia.it/ministero/struttura/pt2007-2009.htm è possibile consultare quanto in oggetto messo a punto dalla "Direzione generale per i sistemi informativi automatizzati"  dell' "Amministrazione della Giustizia". 
postato da: Marap alle ore marzo 19, 2007 16:58 | Permalink | commenti
categoria:codicedigitale, conservazione del digitale
venerdì, 16 marzo 2007
Dopo aver reperito da varie fonti nel web le notizie del post precedente mi ha molto incuriosito il libro appena pubblicato di Vittorio Sabadin L'ultima copia del "New York Times". Il futuro dei giornali di carta (Donzelli 2007).Sembrerebbe che anche il "New York Times"- tra cinque anni - sarà pubblicato solo on line.
postato da: Marap alle ore marzo 16, 2007 02:18 | Permalink | commenti
categoria:citazioni, materiali
venerdì, 16 marzo 2007

 

 Dal primo gennaio 2007, dopo 362 anni "di onorato servizio cartaceo" il << Post-och Inrikes Tidningar >> (detto " PoIT ", letteralmente “Giornale postale locale”), considerato  dalla World Association of Newspaper (http://www.wan-press.org/)  il quotidiano più vecchio del mondo, è diventato on-line (https://poit.bolagsverket.se/KPNPublikWeb/). Nato nel 1645 per volere della Regina Christina di Svezia e del cancelliere Alex Oxenstierna, tra il XVII e il XVIII secolo, è stato di fatto l'unico quotidiano svedese e la voce del governo monarchico. Nel 1791, Gustavo III incaricò l'Accademia di Svezia della sua gestione e pubblicazione (cosa che  è andata avanti fino a poco tempo fà). Ha raccontato la storia svedese al "suo popolo" fino a tutto il XIX secolo. Ha affrontato la concorrenza dei quotidiani indipendenti, concentrandosi in seguito soprattutto sugli annunci ufficiali governativi, delle aste e di bancarotta, mantanendo, anche ora che si è "piegato" all'era digitale, il titolo riconosciutogli dall'Associazione mondiale della stampa. Nelle scorse settimane questo titolo è stato contestato da numerosi scrittori e intellettuali che si sono fatti  portavoce di una gloriosa tradizione che - secondo loro - rischia di morire con la messa on line del quotidiano, nonostante la decisione degli editori di continuare comunque a stampare tre copie cartacee al giorno da destinare alle università. Questa opinione non è naturalmente condivisa dall'attuale capo redattore del "PoIT", certo del fatto che con la messa on-line aumenterà notevolmente il numero dei lettori da tutto il mondo "e non importa che ci leggeranno gratuitamente", afferma, " sappiamo bene di avere un compito importantissimo: portare avanti un quotidiano, anche se in un'altra forma, che ha fatto la storia dell'informazione legale". La gestione del sito che lo ospita è stata affidata a Bolagsverket - la Camera di Commercio svedese che dall'ottobre 2005 il Parlamento ha designato come unica responsabile del progetto editoriale.

postato da: Marap alle ore marzo 16, 2007 01:57 | Permalink | commenti
categoria:materiali
martedì, 13 marzo 2007

E’ ormai passato tanto tempo da quando  il Regio Decreto n.1299 del 27 luglio 1938, firmato da Vittorio Emanuele III e Benito Mussolini, sancì la fusione di Civitanova  Alta e Portocivitanova. Fu così che dopo 25 anni di separazione la “Citta Madre” e il suo “Porto” tornarono ad essere unite, come il Marchese Paolo Ricci, Deputato e Sindaco, aveva a suo tempo tanto desiderato e auspicato. Il primo problema che si pose fu quello di quale dei due stemmi civici esistenti dovesse servirsi la città. Pensate che nella decisione ebbe un peso rilevante l’Archivio di Stato e del Regno che interpellato chiarì che quello da adottare doveva essere l’antichissimo emblema di Civitanova Alta, che al posto della torre turrida, propria degli stemmi comunali, conserva quella nobiliare di cui si fregia fin dai tempi del feudo Cesarini, quando Papa Sisto V, nel 1585, elevò la Città al rango di nobile ducato. (da “Storia, vetustà, graffiti, uomini illustri – Vernacolo di Civitanova Marche di F.Concetti).

 

Non sò quanto possa essere interessante e neanche perché ve l’ho raccontato, oltretutto da un punto di vista storico il resoconto delle vicissitudini sulla separazione e unione delle due città è incompleto, sia per quanto riguarda il periodo precedente che successivo a quello cui viene fatto riferimento, ma questa cosa dell’Archivio di Stato e del Regno … mi ha …bhò … non sò … sarà che non me l’aspettavo dai miei “compaesani” … (!!!)

 

postato da: Marap alle ore marzo 13, 2007 16:29 | Permalink | commenti (3)
categoria:materiali
lunedì, 12 marzo 2007

E' necessario essere in possesso di uno dei seguenti titoli di studio:
      a) diploma  di  laurea  di  cui all'ordinamento preesistente al decreto  ministeriale  del Ministero dell'universita' e della ricerca scientifica e tecnologica 3 novembre 1999, n. 509;
      b) lauree  specialistiche di cui all'ordinamento introdotto dal decreto  ministeriale  del Ministero dell'universita' e della ricerca scientifica e tecnologica 3 novembre 1999, n. 509.
E' inoltre necessario  aver compiuto almeno cinque anni di servizio effettivo presso una  pubblica  Amministrazione, in posizioni funzionali per l'accesso alle quali e' richiesto il possesso del diploma di laurea. G.U. -4ta Serie Speciale- Concorsi n.20 del 09.03.2007
http://www.gazzettaufficiale.it/guri/atto_fs.jsp?sommario=true&service=3&expensive=0&dataGazzetta=2007-03-09&redazione=07E01274&numgu=20&progpag=1&sw1=0&numprov=0

postato da: Marap alle ore marzo 12, 2007 19:18 | Permalink | commenti
categoria:lavoro