
Federico Valacchi docente di archivistica e archivistica informatica presso l'Università di Macerata
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Ferve il dibattito sulle magnifiche sorti e progressive dell'archivistica e degli archivisti. C'è chi coinvolge ministri e deputati (direi abbastanza impropriamente e con un pò troppa acredine) chi scopre che le associazioni di categoria sono asociazioni di categoria e chi continua ad invocare riforme. Nessuno naturalmente va oltre le chiacchiere e la proposta necessariamente "provocatoria". Tutto intorno mi sembra che volteggi un paese (anzi, un contesto) allo sfascio.
E' davvero difficile pensare ad una comunità. Ma in fondo nessuno ci pensa e chi ci pensa è un coglione. Quindi w tutti e buone vacanze
Riflettete però sul fatto che la nazionale dovrà fare a meno di totti mentre l'uomo delle figurine è candidato laeder del pd (si può sciogliere in "proprio dovevate?")
baci
Con risoluzione 161/E del 09.07.2007 l’Agenzia delle Entrate ha chiarito alcuni aspetti inerenti la fatturazione elettronica e la conservazione sostitutiva dei documenti rilevanti ai fini tributari. Nulla di nuovo invece per quanto riguarda le finalità culturali dei documenti contabili quale parte del fondo delle istituzioni, degli enti e delle imprese che si configurano come produttori-conservatori e contribuenti. Su questo versante per quanto riguarda le ragioni archivistiche permane – quindi - un problema che presenta un duplice aspetto e che investe da un lato un discorso di carattere generale sulle note e irrisolte questioni inerenti la conservazione e la conservazione permanente in ambiente digitale - ma non solo (e che sono maggiori per il settore privato) - , dall’altro conferma - invece - una latente difficoltà a considerare i documenti contabili come documenti di archivio, alle quali tuttavia, ferme restando le carenze di quella di settore, una normativa primaria di riferimento ha dato un contributo significativo e diversificato a seconda che si tratti di quella sull'innovazione e la digitalizzazione della Pa oppure sui Beni culturali.
La risoluzione è consultabile in
http://www.agenziaentrate.it/ilwwcm/resources/file/eb81f40aba86928/ris%20161e%20del%2009-07-2007.pdf
...magari come lettura estiva per un ulteriore stimolo a ripensare il nostro blog, per farlo evolvere in qualcosa di più strutturato e "maturo", volevo segnalarvi un interessante saggio del mass-mediologo e teorico delle comunità virtuali olandese Geert Lovink, di prossima pubblicazione in Italia, dal titolo "Zero Comments".
Il saggio, sostanzialmente una condanna senza appello del fenomeno dei blog, è comparso in italiano a puntate sulla interessante rivista digitale "Caffe' Euroa" (http://www.caffeeuropa.it/): i 4 capitoli si trovano linkati dalla pagina http://www.caffeeuropa.it/archivi/socinrete/index.html.
Vi riporto i titoli dei 4 capitoli, tanto per darvi un'idea del contenuto:
- Veloci, leggeri e personali. I blog prendono il volo
- Alla scoperta della ragion cinica
- Cosa c’è di nichilista nella blogosfera?
- Annegare in un arcipelago di link
Prosegue a singhiozzo il dibattito su Archivi 23 in merito alla professione. Un dibattito che mi sembra davvero poco elastico e come al solito generico e teso a rivoluzioni copernicane che devono calare dall'alto. io ho deciso che su archivi 23 non scrivo più una riga che non sia semplice comunicazione quindi mi "sfogo" con voi.
La situazione dei precari dell'archivistica è grave (ma lo è sempre stata perchè ricordo bene la sensazione che si prova quqando si è in attesa di un nuovo incarico...)
Eppure c'è chi lavora, anche perchè è diusposto a rischiare qualcosa.
In ogni caso ormai mi sono convinto che non esiste una comunità arhivistica nazionale. O almeno quella che esiste non ha proprio le caratteristiche di una comunità. Quindi massima disponibilità ed apertura ma se vogliamo esssre concreti credo che dobbiamo guardare al nostro contesto di riferimento e continuare a darci da fare per garantire occasioni di impiego delle professionalità che l'università forma. questa mi sembra l'unica ricetta
per il resto chiacchiere da bar...
Leggete qui
Dalle news dell'ICA del 04.07.2007.
Come è noto per completare il lavoro che ha condotto alla definizione di ISAD(G) e ISAAR(CPF) sono in corso i lavori per la definizione dello standard internazionale di descrizione delle istituzioni che hanno in custodia i materiali archivistici (ISIAH – International Standard for Institutions with Archival Holdings). Entro il 31 ottobre è possibile inviare osservazioni su una bozza dello standard (consultabile in http://www.ica.org/en/node/38425 - fondo pagina - dove è riportata anche la notizia nella sua versione completa) a Claire Sibille, segretaria di ICA/CBPS (claire.sibille@culture.gouv.fr). Le osservazioni verranno prese in considerazione per la stesura della prima versione definitiva di ISIAH che dovrebbe essere presentata nel congresso internazionale sugli archivi a Kuala Lumpur (Malesia) nel 2008.
Non ritenendo giusto cancellare o correggere un post magari già letto rimando ai relativi commenti per la correzione/precisazione/mia illuminazione ... fate voi ... e scusate ancora la distrazione ...
REGIONE TOSCANA
Ho preso atto di recente che l'UNESCO ha avviato pochi mesi fà il progetto "Memory of the World " al quale possono partecipare archivi e biblioteche di tutto il mondo, il cui scopo mi sembra sia quello di promuovere iniziative per la tutela della memoria culturale prodotta e conservata su diversi supporti. A questo indirizzo sono reperibili notizie più dettagliate http://portal.unesco.org/ci/en/ev.php-URL_ID=1538&URL_DO=DO_TOPIC&URL_SECTION=201.html . All'indirizzo http://unesdoc.unesco.org/images/0014/001477/147782e.pdf è possibile invece consultare il documento dell'UNESCO "Risks Associated with the Use of Recordable CDs and DVDs as Reliable Storage Media in Archival Collections - Strategies and Alternatives", Paris 2006 .
Non so se state seguendo la discussione un pò sfilacciata sulla leggerezza dei titoli archivistici nel mondo del lavoro che si è sviluppata su archivi 23. Ho deciso di non intervenirvi perchè l'ultimo tentativo che ho fatto ha suscitato reazioni francamente poco intelligenti e quindi non vale la pena di continuare a discutere con chi ha posizioni pregiudiziali.
Non posso fare a meno almeno qui di notare però che noi ...l'avevamo detto e scritto che il nodo della formazione sta nella spendibilità dei titoli e che i settore archivistico paga lo scotto di un percorso ambiguo dove non è chiaro quale sia il ruolo dell'amministrazione (che in quanto tale dovrebbe AMMINISTRARE e basta) e quindi delle spesso inadeguate scuole di archivio, quale quello delle università quuale quello delle associazioni professionali.
Fu detto anche ad erice (gli atti dovrebbero uscire a giorni) è stato detto nella conferenza nazionale dei docenti...
ma evidentemente sono ancora troppo forti i condizionamenti storici che legano strangolandola la professione archivistica ad una determinata concezione del mondo mentre è troppo debole la percezione che l'università ha di sè come soggetto anche professionalizzante...
saluti a tutti