Questa la premessa: "In tutti i Paesi Scandinavi, dal diciottesimo secolo, è in vigore una legge che vincola ogni Istituzione Pubblica a rendere completamente accessibili a chiunque i documenti che genera o riceve. Questa tradizione svedese è diventata legge anche per le Istituzioni Europee." Il testo completo in : http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%255E1075220,00.html.
Un primissimo commento, al di là del tendenziale sensazionalismo del servizio e dell'assenza di rferimenti alla nostra realtà - normativa e applicativa - nazionale, potrebbe essere notare come, in apparenza, le istituzioni archivistiche nazionali e locali, in Svezia, sembrino essere parte integrante del flusso di atività della vita delle istituzioni e non un appendice secondaria, di risulta, come mi pare tendenzialmente sia da noi.. Che sia il caso di segnalare alla Gabanelli e C. come in Italia le norme almeno parzialmente, ci sarebbero pure, e anche qui da parecchio tempo, ma come non si riesca a fare quel 2+2 tra accesso e conservazione, sistema amministrativo e modello conservativo?
Per ragioni logistiche e per impegni sopravvenuti devo rinviare l'incontro previsto per domani ci aggiorniamo ad una data che decidiamo nei prossimi giorni.
vi segnalo questo link che forse avevamo già visto e che peraltro ci regista come unico blog archivistico italiano...wow!
Tutto si potrà dire della lista 23 ma non che ormai sia un appuntamento da non perdere all'ora del caffè. L'ultima puntata interessante mi sembra quella sulla grammatica...Se leggete con attenzione il carteggio recente in materia secondo me capite come mai le veline la spunteranno sempre sugli archivisti...Qualcuno tenta di sollevare una questione seria e vai che si scatena un dotto dibattito sulla punteggiatura, sul rapporto tra forma e sostanza ecc..
Ecco appunto la sostanza 10 messaggi per non dire nulla se non che è opportuno scrivere in un italiano corretto. Come se nessuno quando butta giù un pensiero o una mail non avesse mai fatto un refuso o utilizzato forme non manzoniane. Come al solito ci si accapiglia sul valore di un campo ma si perde di vista la struttura...ciò è molto archivistico
Il moderatore aggiunge che prima di scrivere alla lista bisogna meditare per evitare di farsi influenzare dall'eccessiva emotività...ma allora è una lista di meditazione non di discussione!
Quanto poi ai criteri di gestione dei contenuti alla organizzazione del flusso informativo ecc, cui pure si accenna, credo che ci sarebbero altre osservazioni da fare.
E se allora provassimo a far evolvere alcuni dei nostri piccoli strumenti? Sarà possibile creare una lista nuova che magari dia voce ai problemi archivistici inambito accademico e diventi uno strumento serio di comunicazione tra docenti, discenti e professionisti? Si potrebbe pensare di coinvolgere i colleghi ma solo se ci muoviamo da soli forse riusciamo a fare qualcosa. Ogni tentativo di innovazione del settore (e proprio alcune posizioni assunte su un messaggio recente di 23 lo confermano) è infatti inquesta fase sottoposto al rischio dell'effetto melassa. Ci avete fatto caso come molte iniziative (molte delle quali davvero prive di sostanza ma ricchissime di forma) finiscano imbrigliate nei bla bla bla gattopardeschi? Avete fatto caso al livello di asservimento che attraversa il nostro settore?
Proviamo a dare una risposta, come al solito di basso profilo e lontano dai riflettori che illuminano il nulla che si agita nel vuoto pneumatico. Tanto che abbiamo da perdere? Lo sfascio civile e ciulturale che ci circonda non potrà certo peggiorare...e male che vado potremmo pentirci e chiedere l'assoluzione al sottosegretario o, se il peccato è davvero grave, anche al ministro...
Una richiesta di aiuto/contributo.
Qualcuno ieri è stato ad urbino per la presentazione del polo archivistico? A me non è stato possibile e mi piacerebbe sapere cosa è stato detto e soprattutto cosa è stato fatto
non cito ovviamente la fonte ma guardate cosa può diventare un sistema informativo archivistico dato in pasto alla comunicazione(???)
è proprio vero che nessuno ci capisce o come sembra a me il problema è del modello berulscoveltrorutelliano mastellizzato e incastellato che permea tutta la nostra realtà (e genera antidoti del calibro di grillo...)?
Un progetto ambizioso dedicato al cittadino e alla sua sete di sapere.
Accesso democratico ai contenuti, condivisione di un bene collettivo, conservazione di ciò che fu attraverso un medium di oggi: la tecnologia.
Sappiamo di un tempo in cui storie, culture, tradizioni erano tramandate oralmente. Poi venne la scrittura. Oggi, i modi di comunicare sono infiniti; eppure c'è un ritorno alle origini, un rinnovato interesse verso i passaggi storici che ci hanno portato ad essere quelli che siamo. Torna in mente una frase più volte ripetuta: “la storia è maestra del presente”.
In tale contesto, i documenti antichi assumono un'importanza mai avuta in precedenza. Testimoniano, insegnano, distinguono una terra.
xxx parte da questa riflessione e, soprattutto, dal desiderio civile di attingere a fonti storiche di inestimabile valore, che raccontano xxx, la sua evoluzione nel tempo, il suo peso culturale a livello nazionale e internazionale.
Grazie ad un efficiente e avanzato sistema informativo, tutti i cittadini potranno consultare il patrimonio archivistico, direttamente dal proprio computer.
Dalla polvere di uno scaffale allo schermo: gli archivi storici tornano alla luce.
L’articolo 35, comma 37, del disegno di Legge 1817/S per
Dal 2008 la fatturazione elettronica - sino ad ora facoltativa – diventa per un numero considerevole di soggetti un adempimento di legge anche attraverso il divieto alle amministrazioni e agli enti di cui al comma 37 di accettare fatture in forma cartacea e di effettuarne il pagamento sino all’invio dei documenti in forma elettronica.
La trasmissione delle fatture elettroniche dovrà avvenire attraverso il Sistema di interscambio istituito dal Ministero dell’economia e delle finanze e da questo gestito anche attraverso proprie strutture societarie, previa emanazione di specifico decreto ministeriale sia per l’individuazione del gestore del Sistema (entro il 31.03.2008) che per la definizione delle competenze e delle attribuzioni, comprese quelle relative alla gestione dei dati in forma aggregata e dei flussi informativi “anche” ai fini della loro integrazione nei sistemi di monitoraggio della finanza pubblica.
Di concerto con il Ministro per le riforme e l’innovazione dovranno essere, tra l’altro, definite anche le linee guida per l’adeguamento delle strutture informatiche e delle procedure interne delle amministrazioni interessate alla ricezione e alla gestione delle fatture elettroniche.