martedì, 25 novembre 2008
Vorrei segnalare lo studio relativo ai software di gestione di archivio condotto dall'amministrazione archivistica francese i cui criteri e obiettivi sono disponibili qui.
Più in generale molto interessanti le pagine dedicate alla questione sul sito della direzione degli archivi di francia, nella sezione informatizzazione dei servizi.
Niente di rivoluzionario, naturalmente, solo l'applicazione di un metodo di lavoro e la volontà di rendere disponibili servizi...in tempi di SAN si potrà sperare in qualcosa di simile anche da noi, dove magari è raffinatissimo l'impianto descrittivo di alcuni sistemi ma manca la visione di insieme...?
postato da: archivistica alle ore novembre 25, 2008 12:22 | Permalink | commenti (2)
categoria:archivi nel web, conservazione del digitale, professione archivista, risorse archivistiche
lunedì, 24 novembre 2008
Europeana è stato messo fuori combattimento dai troppi contatti...per qualche dettaglio in più compresa la notizia che l'italia offre solo l'1% dei contenuti vi rinvio a questo articolo.
Come al solito quando si tratta di stampa italiana non è detto che sia tutto vero ma in questo caso sembra un articolo serio...
postato da: archivistica alle ore novembre 24, 2008 19:19 | Permalink | commenti (1)
categoria:biblioteche, collezioni digitali
giovedì, 20 novembre 2008

Da oggi è ufficialmente on line, disponibile in 23 lingue europee, il prototipo di Europeana,  il portale che, all'indirizzo http://www.europeana.eu/portal/ , rende dispobibili in formato digitale: libri, audio, film, foto, quadri, mappe, manoscritti, giornali e documenti d'archivio, tutti parte del patrimonio culturale europeo. 

Notizia reperita in http://giovannidepaola.nova100.ilsole24ore.com/2008/11/pochi-minuti-fa.html e in  http://www.corriere.it/cultura/08_novembre_19/europeana_di_pasqua_0714ed20-b63c-11dd-909d-00144f02aabc.shtml , che potete leggere per ulteriori dettagli.

postato da: Marap alle ore novembre 20, 2008 02:01 | Permalink | commenti (1)
categoria:biblioteche, collezioni digitali, conservazione del digitale
martedì, 18 novembre 2008

Dal sito ANAI, a cura di Ferruccio Ferruzzi

E' stato presentato il 12 novembre alla sala stampa della Camera il disegno di legge dei deputati Madia, Samperi, Ferranti, Tenaglia (PD), n. 1614 (visibile, con relazione, su www.deputatipd.it > attività legislativa > proposte di legge > agosto 2008 > 5) recante "Modifiche al codice dei beni culturali e del paesaggio in materia di professioni dei beni culturali" . L' iniziativa nasce dalla constatazione che nel Codice dei beni culturali sono state introdotte, prima dal d. lgs. 42/2004 e poi notevolmente ampliate dal decreto integrativo 156/2006, numerose disposizioni (art. 29, Conservazione, e soprattutto 182, Disposizioni transitorie) sul restauro, la formazione dei restauratori, i loro profili e l' attribuzione giuridica della qualifica di restauratore, mentre non si fa parola delle altre professioni che intervengono sui beni culturali. Il disegno afferma preliminarmente (art.1, di aggiunta di un art. 9-bis al Codice) il principio per cui gli interventi che possono incidere sulle condizioni materiali di conservazione e fruizione dei beni culturali (in quanto queste sono oggetto di tutela e i relativi interventi possono essere soggetti a vincoli, mentre le attività di studio, descrizione e valorizzazione sono costituzionalmente libere) devono essere svolti da operatori aventi adeguati requisiti di formazione e professionalità. Esso prevede poi (art.2) l' istituzione (all' art. 182 del Codice), presso il Ministero per i beni culturali di "registri" (non "albi", nel senso che non viene espressamente istituito un esercizio professionale riservato) di operatori professionali dei settori archeologico, archivistico, bibliotecario, storico-artistico e demoantropologico aventi adeguati requisiti di formazione. "In collaborazione" con le associazioni professionali del settore saranno stabiliti dal ministro per i beni culturali, sentito quello dell' istruzione e la conferenza Stato-regioni, le modalità e i requisiti di iscrizione e saranno tenuti i registri stessi. Fra i requisiti è prevista la certificazione effettuata dalle associazioni. Le promotrici, on. Madia e Samperi, hanno consultato le associazioni del settore, fra cui l' ANAI, che hanno proposto diverse modifiche e integrazioni, giungendo a una bozza concordata, sostanzialmente recepita dal disegno depositato. Le integrazioni sono state volte, fra l' altro, a riconoscere alle associazioni stesse, in coerenza con quanto disposto dal d.lgs. 206/2007 in attuazione della direttiva europea n. 36 del 2005, art. 26, c.3, e dal d.m. giustizia 28.4.2008 (GU 122/08) sul riconoscimento delle associazioni delle professioni non regolamentate, un ruolo attivo di collaborazione alla stesura dei criteri di iscrizione ai registri e un ruolo successivo nella tenuta e aggiornamento dei registri stessi, dei quali occorreva assicurare la conformità a quelli della certificazione professionale che le citate norme riconoscono alle associazioni, e che è prevista come requisito per l' iscrizione ai registri. E' stato informalmente annunciato un orientamento favorevole del ministro per i beni culturali competente, mentre l'assegnazione (Commissione lavoro o Cultura) e l' iter del disegno sono ancora in corso di definizione e verranno naturalmente da noi seguiti con attenzione.

postato da: Marap alle ore novembre 18, 2008 22:49 | Permalink | commenti (1)
categoria:professione archivista
giovedì, 13 novembre 2008

Vi segnalo l'iniziativa dell'Archivio di Stato di Macerata che si terrà a Fiastra il prossimo 20 novembre. Di seguito il link ai dettagli

http://www.archivi.beniculturali.it/eventi/articoli/1388.html

postato da: archivistica alle ore novembre 13, 2008 14:47 | Permalink | commenti
categoria:date ed eventi
mercoledì, 12 novembre 2008
Adesso che di casta politica non si parla più perchè sono riusciti a spostare i bersagli un utile promemoria.
Attenzione però è tratto da un organo di stampa...quindi la sua attendibilità è tutta da verificare...
postato da: archivistica alle ore novembre 12, 2008 14:44 | Permalink | commenti
categoria:
mercoledì, 12 novembre 2008
L'Istituto per i beni culturali della Regione Emilia Romagna ha messo in linea nella sezione IBC Archivi il suo sistema informativo Lo potete consultare qui. http://archivi.ibc.regione.emilia-romagna.it/ibc-cms/
postato da: archivistica alle ore novembre 12, 2008 09:58 | Permalink | commenti
categoria:archivi nel web, risorse archivistiche
lunedì, 10 novembre 2008
Nel quadro tutto sommato abbastanza statico delle risorse web degli archivi di stato mi sembra valga la pena di segnalare il progetto Friuli in prin dell'archivio di Stato di Udine.
postato da: archivistica alle ore novembre 10, 2008 19:39 | Permalink | commenti (2)
categoria:archivi nel web, risorse archivistiche
giovedì, 06 novembre 2008

Il Ministero del Lavoro della Salute e delle Politiche Sociali, con D.M. 9 Luglio 2008 - cui ha fatto seguito la Circolare ministeriale esplicativa n.20/2008 -, ha disciplinato le modalità di tenuta e conservazione del Libro Unico del Lavoro istituito con D.L. 112/2008 (convertito con legge 6 agosto 2008, n. 133),  che sostituisce in ambito privato,  con alcune esclusioni, i libri matricola e paga oltre al registro d’impresa. Provo a sintetizzarne i contenuti, dato che i provvedimenti citati sono molto lunghi e anche al fine di non appesantire il blog con dei link.

Il Libro Unico del lavoro consiste nell’unione del cedolino paga tenuto con i sistemi laser o meccanizzati che però vengono integrati, sugli stessi sistemi, con un dettaglio delle presenze.

In merito segnalo in particolare che, rispetto al sistema previgente, il Libro unico del lavoro non può essere tenuto in forma manuale. Gli unici sistemi di tenuta previsti sono i seguenti:

- elaborazione e stampa meccanografica su fogli mobili a ciclo continuo (vidimazione da parte dell' INAIL o, in alternativa, da parte dei soggetti autorizzati dall' INAIL);

- stampa laser (autorizzazione preventiva da parte dell' INAIL alla stampa e generazione della numerazione automatica)

- su supporti magnetici o ad elaborazione automatica dei dati.

In caso di scelta delle modalità informatiche il decreto e la circolare distinguono tra: 

- supporti magnetici, a condizione che " ogni singola scrittura costituisca documento informatico" e sia collegata alle registrazioni in precedenza effettuate e che il documento informatico abbia la forma di documento statico non modificabile e venga emesso, al fine di garantire l'attestazione della data, l'autenticità e l'integrità, con l'apposizione del riferimento temporale e della firma digitale;

-  sistemi di elaborazione automatica dei dati che garantiscano la consultabilità dei dati in ogni momento, l'inalterabilità e l'integrità dei dati, nonchè la sequenzialità cronologica delle operazioni eseguite, nel rispetto delle regole tecniche stabilite dal Codice dell' Amministazione Digitale (art.71).

Per quanto riguarda nello specifico i supporti magnetici viene precisato ulterioriormente che i documenti informatici che compongono il Libro Unico del Lavoro possono essere memorizzati su qualsiasi supporto di cui sia garantita la leggibilità nel tempo, purchè rimanga sempre assicurato l'ordine cronologico e non vi sia soluzione di continuità per ciascun periodo di paga. Inoltre devono essere garantite le funzioni di ricerca e di estrazione delle informazioni dagli archivi informatici in relazione al cognome e nome e al codice fiscale del lavoratore, alla data e alle associazioni logiche di tali dati.

Il Libro Unico su supporti magnetici deve inoltre essere reso leggibile e, a richiesta,  disponibile su supporto cartaceo o informatico (formato PDF), in caso di verifiche, controlli o ispezioni.   

Queste modalità informatiche sono sottratte all'obbligo di vidimazione e di autorizzazione da parte dell'INAIL. Unico adempimento per i soggetti che si avvalgono di questa modalità è l'inoltro di un'apposita comunicazione scritta, anche a mezzo fax o e-mail, alla Direzione provinciale del lavoro competente per territorio, prima della messa in uso, con l'indicazione dettagliata delle caratteristiche tecniche del sistema adottato.

Il datore di lavoro ha l’obbligo di conservare il libro unico del lavoro per la durata di cinque anni (e non più 10 anni come nel passato) dalla data dell' ultima registrazione e di custodirlo nel rispetto della normativa sulla privacy. Tale obbligo è esteso ai libri del lavoro dismessi dall'entrata in vigore della "semplificazione di cui al D.L. 112/2008).

Noto inoltre che il Decreto Ministeriale 9 Luglio 2008 è stato registrato alla Corte dei conti il 4 agosto 2008, Uffico di controllo preventivo sui Ministeri dei servizi alla persona e dei beni culturali, registro n. 5, foglio n. 91.

Di mio annoto che, al di là di qualsiasi altra considerazione mi possa essere venuta in mente in merito a questo che i considero "un vero e proprio scempio", mi colpisce ancora un volta in particolare il limite nell'individuare gli elementi obbligatori per assicurare le funzioni di ricerca e di estrazione delle informazioni in relazione al rapporto tra la ricchezza di informazioni che potrebbero essere restituite tenendo conto, in questo caso, dei contenuti del libro del lavoro per agevolare le normali attività quotidiane di lavoro amministrativo e contabile, in ottemperanza - tra l'altro - "anche" ad altri adempimenti di legge. Insomma, almeno questo qualche volta potrebbe essere preso in considerazione, oltre a qualsiasi altro discorso di natura archivistica.

postato da: Marap alle ore novembre 06, 2008 17:35 | Permalink | commenti
categoria:codicedigitale, conservazione del digitale
martedì, 04 novembre 2008

Segnalo Cristalli di esperienza : nuove prospettive e scenari per le tesi di dottorato , " I quaderni del CNBA ", 2008. Si tratta dei  contributi presentati alla 10° Giornata di studio del CNBA, Politecnico di Torino, 23 maggio 2008, consultabili on line.

  Sangiorgi, Serena
Introduzione ai lavori
  Galimberti, Paola
Le linee guida per l'accesso aperto alle tesi di dottorato
  Bergamin, Giovanni
Il deposito per il lungo periodo delle tesi di dottorato in formato digitale : molti problemi si possono risolvere
  Penzo Doria, Gianni
La recente circolare MIUR sulle tesi di dottorato : un caso preoccupante
  Pistelli, Zanetta
Dalla A (accettazione delle domande di laurea)... alla P (pubblicazione definitiva delle tesi) : il modello gestionale delle tesi elettroniche presso l'Università di Pisa
  Piccotti, Pierre
Il peso dei byte
  Vignocchi, Marialaura ; Sacchi, Simone ; Lauriola, Roberta ; Carboni, Enio
Le tesi vanno sul web : l'esperienza dell'Università di Bologna
  Tarantino, Ezio
L'open access su CDSWare : PADIS, l'archivio istituzionale della Sapienza
  Bevilacqua, Fabrizia
L'introduzione delle tesi elettroniche all'Università di Parma : osservazioni e primi risultati

 

postato da: Marap alle ore novembre 04, 2008 17:56 | Permalink | commenti (1)
categoria:citazioni, materiali, conservazione del digitale