mercoledì, 29 aprile 2009
Il Garante per la protezione dei dati personali ha avviato una consultazione pubblica sul documento adottato con propria deliberazione n.8 del 05.03.2009, recante "Linee guida in tema di fascicolo sanitario elettronico e di dossier sanitario". Lo scopo della consultazione è quello di acquisire in merito osservazioni e commenti che dovranno pervenire entro il 31.05.2009 all'indirizzo dell'Autorità di Piazza Montecitorio, 121 - 00186 Roma, oppure tramite posta elettronica (fse @garanteprivacy.it ).
postato da: Marap alle ore aprile 29, 2009 02:41 | Permalink | commenti
categoria:codicedigitale, conservazione del digitale
venerdì, 24 aprile 2009

E' la festa di tutti ma è la festa della memoria e la memoria un senso ce l'ha...

postato da: archivistica alle ore aprile 24, 2009 16:15 | Permalink | commenti (1)
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venerdì, 24 aprile 2009
Il 7 maggio alle ore 16 presso l'aula M del polo didattico di palazzo Ugolini in corso Cavour 2 a Macerata saranno presentati i volumi della miscellanea di studi che i colleghi Marisa Borraccini e Gian Mario Borri hanno curato in onore del prof. Giuseppe Avarucci, a lungo docente di paleografia a Macerata e a Fermo e padre fondatore del corso di beni culturali a Fermo. Attualmente, purtroppo per l'Università che di maestri con le sue doti scientifiche e umane avrebbe tanto bisogno in un momento di simile smarrrimento, il prof. Avarucci è un dinamico "pensionato" sempre molto attivo sul piano scientifico. Invito tutti i bloggisti ad intevenire per rendere l'opportuno tributo di riconoscenza
postato da: archivistica alle ore aprile 24, 2009 09:01 | Permalink | commenti
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giovedì, 23 aprile 2009
Giovedì 7 e venerdi 8 maggio prossimi a Macerata si terrà un convegno dedicato alla conservazione digitale. Tutti i particolari e i materiali li trovate qui
www.masterarchividigitali.it
mercoledì, 22 aprile 2009

PaolaP ci ha inviato un messaggio che incollo in questo post:

Vorrei segnalare la pubblicazione (il 21 aprile)del sito del progetto World Digital Library (http://www.wdl.org/en/) finanziato dall'Unesco.
Dal sito si può leggere la mission del progetto: "The World Digital Library (WDL) makes available on the Internet, free of charge and in multilingual format, significant primary materials from countries and cultures around the world". Data la risonanza che ha avuto su tutti i media, anche io stamattina mi sono collegata. Si tratta di una grande biblioteca multimediale (book, journals, manuscripts, maps, motion pictures, prints, photographs e sound recordings) che da la possibilità di scaricare i file dei documenti e di condividerli attraverso i principali social networks. I singoli documenti (molti dei quali archivistici) sono descritti e catalogati molto accuratamente e molta attenzione è stata dedicata all’associazione dei metadati. Un progetto molto entusiasmante, che però mi ha deluso per alcuni aspetti (questo ovviamente senza nulla togliere all’importanza della disponibilità on-line di queste fonti, altrimenti difficilmente accessibili!). Attualmente i partner sono ancora molto pochi (21, tra cui nessuno italiano), in prevalenza biblioteche nord americane (come è normale che sia dato che il progetto è partito dalla Library of Congress). Le funzioni di ricerca mi sono apparse un po’ limitate e a volte poco chiare. Soprattutto non mi sembrano adeguate in prospettiva: non credo possano funzionare su un quantitativo di documenti destinato a crescere esponenzialmente. Ho dato solo uno sguardo molto rapido, quindi le mie impressioni potrebbero essere sbagliate. Comunque, al di la delle mie considerazioni su World Digital Library, che potrebbero essere banali e un po’ affrettate, mi sembra importante prestare attenzione ai singoli progetti di digitalizzazione di risorse documentarie che vengono via via proposti e alle problematiche che sono sottese a questi processi. In particolare, come ha sottolineato più volte il prof. Valacchi, credo sia indispensabile valutare con attenzione gli effetti di una digitalizzazione selettiva che porta inevitabilmente alcune fonti a un livello di visibilità molto alto, mentre gettano nell’”oblio” le altre che sono escluse da questi progetti. Di fronte a questi progetti mi domando qual è il reale contributo che queste fonti danno alla ricerca, o meglio si tratta di strumenti realmente utilizzabili per far ricerca? Quale tipo di utenza soddisfano? C’è un progetto unitario che può giustificare la loro selezione? O si tratta piuttosto di una vetrina pubblicitaria dove mettere in mostra gli oggetti più preziosi o curiosi?...
Per analogia mi viene in mente anche un progetto di digitalizzazione internazionale archivistica “Archivi del Mediterraneo” avviato qualche anno fa...ma mi sono dilungata veramente troppo!

postato da: archivistica alle ore aprile 22, 2009 14:58 | Permalink | commenti (1)
categoria:archivi nel web, collezioni digitali
martedì, 21 aprile 2009
Segnalo con molto ritardo che dallo scorso 19 marzo è disponibile la nuova versione del sw di descrizione archivistica open source ICA ATOM per maggiori informazioni http://ica-atom.org/.


Sull'importanza del prodotto credo non ci siano dubbi come sulle conseguenze che la sua diffusione potrebbe avere. Si tratta però di capire bene come funzioni e nelle prossime settimane io e il porf Feliciati contiamo di testarlo. Se qualcuno magari ha già avuto esperienze può farcelo sapere.
postato da: archivistica alle ore aprile 21, 2009 13:38 | Permalink | commenti
categoria:archivi nel web, professione archivista, risorse archivistiche
martedì, 07 aprile 2009
da diversi comunicati del Ministero per i beni culturali, riportati da agenzie di stampa (ma non dalla Direzione generale per gli Archivi), sembra che il palazzo della Prefettura in Piazza della Repubblica che ospitava l'Archivio di Stato dell'Aquila sia crollato.
Mi è ben scolpita nella memoria, avendo lavorato tanti anni in un Archivio che gestiva (male) un patrimonio documentario recuperato sotto i bombardamenti alleati del 1944, l'immagine di migliaia di faldoni seppelliti sotto i calcinacci e di registri con mattoni conficcati... ma soprattutto, l'inutilità di un patrimonio di memoria scritta sconosciuto, non inventariabile facilmente, non consultabile da nessuno.
Speriamo che per la capitale abruzzese si adotti un protocollo d'emergenza con risorse e obiettivi concreti e non si lascino scorrere i decenni (e l'oblio) sulle nostre carte.
postato da: pfeliciati alle ore aprile 07, 2009 16:10 | Permalink | commenti (6)
categoria:date ed eventi, risorse archivistiche