giovedì, 26 novembre 2009
Abbiamo fin qui lasciato sullo sfondo nei nostri rendiconti un aspetto centrale della conferenza quello relativo alla formazione. Io stesso che pure ero coinvolto in quel ws l'ho abbandonato presto per intervenire a quello degli standard
Sul sito della conferenza al riguardo sono disponibili documenti di sicuro interesse come quelli presentati da Carassi e Ferruzzi.
L'aspetto più rilevante mi sembra al riguardo sicuramente quello della riforma delle scuole di archiovistica paleografie e diplomatica di cui mi sembra di capire si ribadisce l'assoluta centralità e in sostanza l'equipollenza con i corsi universitari. Quello che viene fuori ad una prima lettura è un approccio secondo il quale l'università (sulle cui debolezze ho già avuto modo di esprimermi altre volte) è un soggetto che convive in qualche modo con le scuole e che collabora con esse magari offrendo docenti che le scuole non hanno più. Se questo è e se questa è la filosofia (per certi versi perfino condivisibile) mi sembra che il problema antico della sovrapposizione tra i due livelli non sia risolto.
Personalmente da "eretico" condivido poco, dopo averla in passato sostenuta, anche la posizione dell'adattamento. della professioanlità e della formazione ai nuovi temi. E' un pensiero uscito rafforzato proprio dai lavori della conferenza. I "nuovi" archivi mi sembrano sempre più lontani da quelli che siamo abituati a mettere al centro della nostra riflessione e quindi chiedono nuovi strumenti e nuovi modelli culturali. Fatte salve le questioni deontologiche mi sa che la logica dell'adattamento possa rivelarsi in qualche modo fuorviante...Ho bisogno di rifleterci più a fondo se ne sarò capace...
Quanto al rapporto scuole "riformate" università se è come l'ho inteso io non informato ad una propedeuticità università-scuole ma di sostanziale equilibrio e di mutua assistenza mi domando se valga la pena mantenere in piedi due soggetti formatori "equipollenti"
Ritengo peraltro davvero pericoloso "cancellare" l'archivistica dall'università e subordinare l'insegnamento e la ricerca  a logiche che per quanto aperte sono quelle di una Amministrazione dello Stato che ha compiti istituzionali molto puntuali che fatica a fronteggiare.
Sintetizzando l'università fa ricerca e insegna, l'Amministrazione conserva ed eventualmente specializza il proprio personale a sostegno della propria mission. Se tutti facciamo tutto con l'aria che tira si rischia di non far nulla.
Il discorso è davvero molto complesso e sarà decisivo nei prossimi mesi anche a fronte delle riforme incombenti tornare a discuterne in profondità con la massima disponibilità reciproca ad individuare soluzioni che mi auguro possano essere molto più "forti" di quelle che abbiamo immaginato fin qui e che naturalmente per il momento non saprei indicare anche se qualche ideuzza ci potrebbe essere...
postato da: archivistica alle ore novembre 26, 2009 09:12 | Permalink | commenti
categoria:lavoro, date ed eventi, formazione, professione archivista
martedì, 24 novembre 2009
Condivido molti degli aspetti positivi cui fa riferimento Roberto Grassi parlando di conferenza nazionale degli archivi. Mi duole non aver potuto condividere il settimo che mi sembra tra i più significativi.
Concordo in pieno su quello che scrive sulla cooperazione e sulla possibilità di estenderla anche alla tutela. In linea di massima si prefigurano scenari all'interno dei quali potrebero trovare soluzione questioni annose. Dipende dalle persone appunto e  si sa le persone hanno posizioni che non sempre si conciliano con una visione cooperativa...
La cooperazione è prima che un fatto giuridico un'attitudine culturale e istituzionale, un modello scientifico se vogliamo. Ho la sensazione, anche da quello che ho recepito a Bologna, che l'anelito alla cooperazione debba ancora fare i conti  con un sistema di relazioni che non è di molti a molti ma di uno a molti, dove però a combattersi il ruolo di uno mi sembrano in più d'uno... Non mi riferisco ovviamente a ness(uno), è poco più di una sensazione, quasi il timore che per qualche motivo la cooperazione possa essere ostacolata dalla difesa dei "particulari".
E spero con tutto il cuore di sbagliarmi da pessimista naturale quale sono. I fatti (però i fatti, non le parole) mi smentiranno presto e io sarò ben lieto di fare ammenda anche perchè i presupposti stavolta ci sono tutti, per cooperare.
La conferenza ha avuto il grande merito, che va riconosciuto a chi l'ha voluta e organizzata, di tornare ad accendere i riflettori più che sugli archivi sulla comunità archivistica e mi sembra che ce ne fosse un gran bisogno. Vediamo appunto che ne verrà fuori.
Chiudo spiegando il titolo di questo post ma soprattutto chiedendo chiarimenti senza nessun intento polemico e senza nessuna valutazione in merito alla qualità dei singoli progetti.
Come segnalato in un post precedente appena prima dell'inizio della Conferenza si è avuto notizia che era disponibile on line il sistema guida generale. In un primo momento, senza leggere con la dovuta attenzione la pagina introduttiva, mi ero immaginato che il sistema fosse una nuova versione della guida e che andasse immediatamente a sostituire la versione precedente. In realtà, però, come corretamente spiegato dai curatori, al momento il sistema guida fa riferimento solo al preunitario quindi non rimpiazza la vecchia versione ma in qualche modo la affianca così come affianca sias. Ecco il dubbio mi viene proprio qui...in teoria esiste la possibilità che un utente possa imbattersi in tre diverse versioni e in tre diversi modeli descrittivi per un singolo archivio che promanano tutte dalla medesima amministrazione sia pure con caratteristiche e criteri di qualità di diverso tenore.
Chiaro che con il tempo, con il SAN e con il PAN tutto si aggiusterà ma nel frattempo c'è il rischio, per l'utente, di "fare casino"...e, in ogni caso, tutto ciò non mi sembra aver molto di sistematico. Ma anche questa è un'impressione mia.

 
postato da: archivistica alle ore novembre 24, 2009 18:37 | Permalink | commenti (2)
categoria:date ed eventi, archivi nel web
sabato, 21 novembre 2009
Ragioni di treno mi hanno fatto perdere l'ultima parte del ws sulla conservazione digitale e me ne rammarico. Quello che ho sentito però nelle prime due sessioni mi è sembrato davvero di grande interesse. Al di là degli aspetti specifici mi sembra che siano emersi alcuni elementi centrali. Innanzitutto la crisi del modello conservativo attuale e l'esigenza di "pensarne" uno nuovo valutando anche come all'interno dei nuovi assetti debbano essere valutati i rispettivi ruoli dei soggetti coinvolti a partire dagli archivi di stato. Bene, lo pensiamo da tempo e forse è arrivato il momento di metterci mano.
D'altra parte però mentre è da ritenere condivisibile l'idea di costruire un polo della conservazione digitale presso l'ACS bisogna considerare che la conservazione digitale soprattutto in fase di avvio ha dei ocsti molto elevati. Ci sono le risorse? Esiste la volontà politica di trovarle? Il modello svizzero o quello della Casa Bianca presentati ieri al di là dei loro elementi specifici fanno riflettere innanzitutto su questo aspetto.
Altra questione quella già ricordata nel post precedente delle trasformazioni profonde che attraversano la natura stessa degli archivi e il loro modo di formarsi (qualcuno ha notato che forse non si può più parlare di sedimentazione). Questa è una sfida teorica da raccogliere e forse un inevitabile ambito di sviluppo dell'archivistica nei prossimi anni.
Mi rendo conto di essere piuttosto confuso ma francamente per qualche ora dopo la full immersion di questo periodo avrei bisogno di non parlare di archivi per cui la chiudo qui.
Avremo modo di riparlarne...
postato da: archivistica alle ore novembre 21, 2009 16:30 | Permalink | commenti
categoria:
sabato, 21 novembre 2009
Molto più sintetico del "federato" erregi... Credo ci sia bisogno di tempo per valutare. Ma credo anche che chi ha seguito il ws sulla conservazioe digitale abbia capito bene che differenza c'è tra la realtà e l'immaginazione. Sopartutto Ilaria Pescini ha chiarito cosa stiano diventando gli archivi. Senza articoli del CAD ma solo guardandoli, studiandoli e affrontandoli. Solo un primissimo parere, una sensazione a caldo su cui vorrei tornare.
Quanto a fare sistema... qualche passaggio a vuoto forse c'è stato... magari per eccesso di zelo e per un comprensibile entusiasmo in qualche passaggio le parti hanno preso il sopravvento sul tutto
In questo modo il sistema non si farà...perchè molto semplicemente il sistema, fino alla sua consunzione, esiste già. Speriamo che siano stati solo episodi.
Nel complesso comunque grande partecipazione e grande interesse fatto questo che come ha ricordato Maurizio Savoja chiudendo lil ws su standard e metadati carica di una forte responsabilità tutti i i soggetti chiamati a dare risposte ai problemi sollevati.


postato da: archivistica alle ore novembre 21, 2009 02:22 | Permalink | commenti
categoria:date ed eventi, conservazione del digitale
mercoledì, 18 novembre 2009
postato da: archivistica alle ore novembre 18, 2009 23:23 | Permalink | commenti (6)
categoria:archivi nel web
martedì, 17 novembre 2009
Secondo la logica del ping pong che ci siamo dati rilancio un tema di centrale importanza sollevato da Roberto Grassi e che sarà affrontato nel in uno dei WS della conferenza degli archivi.
Il tema è quello del rapporto tra utenti e istituti culturali e tra servizi digitali, istituti culturali e utenti.
Personalmente non credo che nel progressivo calo di utenza fisica degli archivi incida più di tanto la costruzione di sitemi di risorse digitali anche perchè dati (sia pure grossolani e passibili di modifiche) alla mano la percentuale di strumenti effettivamente disponibili è decisamente contenuta rispetto all'esistente. Esiste caso mai il rischio che di fronte a fasce di utenza sempre più avvezze a considerare la rete come "unico" luogo della ricerca il fato che la ricchezza del panorama conservativo non esca sul web  provochi una sorta di pericolosissima amnesia digitale e concretizzi il fantasma di quelle hidden collections di cui ci siamo già occupati in precedenza.
Si può anche lamentare un imbarbarimento degli utenti e tentare di avvertire in tutti modi che soprattutto per gli archivi c'è tuto un mondo fuori dalle rete ma bisogna anche fare i conti con la realtà per evitare di tornare a commettere errori legati al particolarismo a tutti costi. Naturalmente le peculiarità degli archivi restano immutate ed ecessive semplificazioni sono effettivamente impossibili. Per quanto riguarda poi la sindrome di google io credo che solo in parte la risposta sia nella "prevenzione". Questo approccio alla ricerca ci piaccia o no è un fenomeno inarrestabile. La domanda a mio avviso non è "come si cerca" ma "cosa si trova" soprattutto se concordiamo sul fatto che le fasce di utenza si sono allargate e diversificate. Dovremo allora rendere "trovabili" i nostri sistemi archivistici che potrebbero diventare e in parte già sono non tanto chiavi di accesso primarie ma puttosto sistemi di contestualizzazione dell'informazione cui si arriva magari da un motore generalista e da cui si riparte con le corrette informazioni per approfodnidre la ricerca
Interogarci sul nostro pubblico come ricorda giustamente Roberto significa allora individuare strategie che colmino i vuoti informativi senza sacrificare la qualità ma significa anche valutare con attenzione quali servizi e quali strumenti si possano rendere disponibili.
Di questi temi offrendo anche una prima concreta risposta si è occupato già nel 2007 Pierluigi Feliciati in un suo articolo decisamente interessante "Dall'inventario alla descrizione degli archivi in ambiente digitale..."
Personalemnte ritengo che il primo rischio da scongiurare sia quello di evitare l'amnesia digitale di cui parlavamo e per far questo ritengo forse in maniera impopolare che la precedenza debba essere data alla pubblicazione coerente di strumenti di ricerca piuttosto che di fonti documentarie.
Sul come fare stiamo discutendo da tempo e si tornerà a discutere a Bologna nella speranza che acanto ai temi più tecnici (e imprescindibili) vengano a galla anche questioni di comunicazione diffusa come quelle a cui accenna Roberto.
Un aiuto in questo senso e anche qualche spunto di riflessione viene dal Manuale per l'interazione con gli utenti del web culturale
Per una dimostrazione concreta di molte soluzioni ai problemi sollevati da Roberto credo poi decisamente utile dare un'occhiata, ancora una volta, al sito dei National Archives soprattuto nele sezioni dedicate alla ricerca e alla didattica da cui emerge quello che dovrebbe essere l'uso della digitalizzazione in campo archivistico.
Mi fermo qui perchè sono stato davvero troppo lungo ma ci sarebbe ancora molto da dire a partire dalle suggestioni del web 2.0 in materia di interazioni tra utenti e tra utenti e istituti....
postato da: archivistica alle ore novembre 17, 2009 10:31 | Permalink | commenti
categoria:archivi nel web, web 20, risorse archivistiche
giovedì, 12 novembre 2009
Vi segnalo due risorse a mio avviso interessanti e che in qualche modo hanno pure a che fare con la Conferenzona di Bologna La prima è il sito di ANABAD Confederación Española de Asociaciones de Archiveros, Bibliotecarios, Museólogos y Documentalistas dove mi ha colpito il sommario dell'ultimo numero del bollettino dell'Associazione.
L'altra è il wiki Archivalsoftware sviluppato a partire dal report on archival management tools di lisa Spiro. In questo caso ho trovato decisamente interessanti le considerazioni sviluppate nel capitolo relativo alle cosiddette collezioni nascoste. Mi sembra che il tema sia molto attinente alle questioni che ci poniamo intorno a standard e metadati  soprattutto quando si legge che "increasingly, materials that are electronically inaccessible are simply not used". Credo che sia un ulteriore stimolo che spinge non solo e non tanto in direzione del digitale genricamente inteso quanto verso l'esigenza di non fare del digitale una tomba del passato descrittivo e con esso nel caso italiano di una gran parte della possibilità di accedere a un gran numero di  fondi archivistici magari dotati di vecchi inventari ma fuori dal "circuito digitale". Anche e proprio di questo vorrei parlare a Bologna...
postato da: archivistica alle ore novembre 12, 2009 13:16 | Permalink | commenti
categoria:archivi nel web, standard, collezioni digitali, professione archivista, software archivistici
mercoledì, 11 novembre 2009
Anche adesso che è stato pubblicato il programma definitivo rimane difficile fare mente locale su cosa sarà nello specifico la Conferenza nazionale degli archivi. Si individuano la macrocategorie e si condividono le osservazioni di Pierluigi e di Roberto Grassi su "vuoti e pieni" (sono curioso di leggere il seguito sugli archivi della moda che mi sembrano un'eccelente vetrina ma che colpevolmente e con atteggiamento antiitaliano non ho mai considerato un'emergenza tale da prevedere tuto lo spazio che gli è stato dedicato).
Insomma preferisco vedere almeno i documenti dei gruppi di lavoro per valutare meglio.
L'idea di "federarsi" per raccontare da osservatori non istituzionali cosa accadrà è sembrata buona e si pone il problema di come metterla in pratica. L'osservatorio istituzionale dovrebbe essere la sezione "strumenti e cronache della conferenza" sul sito ufficiale.
La federazione può avvenire invitando i nostri "utenti" a vistare i blog e i forum che "partecipano" al nostra assai poco strutturato progetto di federlismo. Quelli che mi permetto di citare perchè li teniate sotto controllo al riguardo sono Archivi, storia e storie, Cultural heritage e il forum ANAI Lombardia Archiviando. Poi estendo l'invito anche agli studenti della scuola di archivistica di Modena e al loro Cave chartas .
SE QUALCUNO DEI NOSTRI VISITATORI "OCCULTI" FOSSE INTERESSATO A INTERVENIRE E A FAR CONOSCERE IL SUO PARERE ATTRAVERSO IL NOSTRO BLOG FAREBBE POI COSA GRADITISSIMA. SIAMO A DISPOSIZIONE ANCHE PER CONCEDERE LE AUTORIZZAZIONI A POSTARE A QUANTI NE ABBIANO VOGLIA, NATURALMENTE NEL RISPETTO DEI CRITERI EDITORIALI DI FONDO DEL NOSTRO BLOG CHE SONO SEMPLICEMENTE QUELLI DELLA BUONA EDUCAZIONE.
Saluti a tutti


postato da: archivistica alle ore novembre 11, 2009 13:11 | Permalink | commenti (1)
categoria:date ed eventi
sabato, 07 novembre 2009
cari bloggisti,
non ho avuto ancora modo di approfondire l'argomento, ma intanto lo lancio, in pieno stile blog...
Vi giro un messaggio che ha girato nella lista dei bibliotecari AIOB-CUR, che mi pare interessante far conoscere anche a voi. Gli effetti anche sull'articolazione dell'offerta formativa, oltre naturalmente sulla già difficiole uniformità delle procedure di selezione degli archivisti, mi paiono anche a uno sguardo superficiale enormi!
Speriamo se ne parli nei media, altrimenti vorrà dire che siamo proprio messi male...
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Date:    Fri, 6 Nov 2009 09:32:30 +0100
From:    Dario D'Alessandro <dariodalessandro1941@yahoo.it>
Subject: Re: Territorializzazione delle procedure concorsuali

Nerio Agostini ha scritto:
"Una "bellissima" novità introdotta dal neo D. Lgs. n. 150/2009 che con
l'art. 51 dal titolo significativo - Territorializzazione delle
procedure concorsuali - afferma:
«Il principio della parità di condizioni per l'accesso ai pubblici
uffici è garantito, mediante specifiche disposizioni del bando, con
riferimento al luogo di residenza dei concorrenti, quando tale requisito
sia strumentale all'assolvimento di servizi altrimenti non attuabili o
almeno non attuabili con identico risultato....."

La cosa non e' nuova.

Non e' di oggi infatti il commento di Davide Caparini Presidente della
Commissione bicamerale-Questioni Regionali e Capogruppo Lega Nord
Commissione Lavoro a Montecitorio che con una Lettera al Giornale di
Brescia del 10/09/2008 enfatizzava: "Abbiamo compiuto un grande passo in
avanti: l'accesso ai concorsi pubblici avverrà anche in base alla
residenza, ovvero, il punteggio assegnato ai concorrenti potrà tenere
conto della residenza qualora questa consenta un migliore svolgimento
della funzione a cui è stato chiamato il candidato."

Per chi avesse voglia di leggersi questo capolavoro di prosa leghista
puo' andare al sito
http://gl-es.facebook.com/note.php?note_id=35050261596

E pensare che negli anni settanta pareva discriminatorio il fatto che
alcune amministrazioni pubbliche (la P.I., a quanto ricordo, per i
docenti) imponessero l'obbligo della residenza "dopo" l'esito del
concorso, norma che poi fu abrogata, o comunque cesso' di essere
applicata.
postato da: pfeliciati alle ore novembre 07, 2009 12:25 | Permalink | commenti (2)
categoria:lavoro, formazione
venerdì, 06 novembre 2009
Attendendo il SAN possiamo anche dare uno sguardo fuori dai confini...
Vi segnalo allora oltre il più famoso e citato APEnet
Monasterium.net progetto che si pone l'obiettivo di creare un archivio virtuale di documenti archivistici (mi sembra percepiti piuttosto come oggetti che come unità archivistiche). Il progetto a cui per l'Italia partecipano le Università di Napoli e Pisa utilizza tra l'altro partendo da TEI il modello CEI Charters Encoding Initiative
Si tratta di un'iniziativa di uncerto rilievo anche per la quantità di documenti e di materiali di supporto che il sito rende disponibil.
Altro progetto interessante e di cui sarà opportuno seguire gli sviluppi è QUIZ portale di accesso agli archivi europei

postato da: archivistica alle ore novembre 06, 2009 10:29 | Permalink | commenti
categoria:archivi nel web, risorse archivistiche, centri documentazione