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Federico Valacchi docente di archivistica e archivistica informatica presso l'Università di Macerata

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lunedì, 12 maggio 2008
"la carta deve sparire" parola di Brunetta

vi segnalo il breve articolo di Repubblica Scuola&Giovani "Va in pensione la pagella di carta: fra poco i voti saranno solo online" in cui si riporta l'intenzione del neo miinistro della funzione pubblica e dell'innovazione della PA (credo  in un discorso di apertura del Forum PA, dove domani andrò a parlare, ahimé, di MICHAEL...) di dichiarare "guerra alla cosiddetta documentazione cartacea, citando tra gli altri il caso delle pagelle scolastiche: secondo il ministro, "dovranno essere lette su internet. la carta deve sparire". Il tutto, entro un anno e mezzo, al massimo due".
A parte le solite boutade giornalistiche sui rischi di intromissioni nei sistemi dai soliti burloni, mi chiedo: e le famiglie in montagna o nelle isole, dove la rete in larga banda non arriva? e chi le conserverà, 'ste pagelle, e in che forma?

Postato da: pfeliciati a maggio 12, 2008 19:02 | link | commenti (4) |
citazioni, conservazione del digitale


Commenti
#1   13 Maggio 2008 - 08:55
 
Sono stato preceduto da Pierluigi...avevo aperto il blog proprio per inserire la stessa cosa..
siamo alle solite, è la carta (sinonimo di burocrazia e per esteso di legalità) la causa del dissesto italiano. Digitalizzare è certo più semplice che riformare e poi il pubblico pagante apprezza di più la dematerializzazione che quel pallossissimo processo di riforme istituzionali...
Sono convinto che il ministro che torna a cavalcare la ciclica utopia del paperless office nella settimana che è passata tra il giuramento e questa sua prima dichiarazione di intenti si è posto tutta una serie di problemi. Avrà valutato come risolvere il digital divide cui allude pierluigi, avrà valutato le misure necessarie a gestire le pagelle on line da parte delle singole scuole (spesso sprovviste di pc o dotate di sistemi operativi di poco successivi al dos)...
per esempio mi immagino che se la pagella conserva il ruolo che ha il problema non sta tanto nel consultarla (ministro, ministro i dati non sono semplice informazione delocalizzata, nella loro forma strutturata devono divenire documenti che hanno valenza giuridica e amministrativa...) quanto nel sottoscriverla digitalmente, farla circolare, farla ratificare dai genitori (o da chi ne fa le veci...), farla tornare presso il soggetto che la produce...
e poi naturalmente bisogna conservarla in quanto testimonianza storica e giuridica.
come al solito quello che molesta non è il progetto digitale, tutt'altro. è la superficialità con cui si millanta la digitalizzazione...
se tra un anno e mezzo tutte le procedure sottese alla promessa di brunetta saranno realizzate sarò il primo a ricredermi con gioia.
prima di digitalizzare le pagelle però bisogna creare le condizioni...altrimenti si creano i presupposti per dare un colpo ulteriore alla scuola. a meno che il ministro non pensi alle pagelle delle scuole private...
federico
utente anonimo

#2   13 Maggio 2008 - 08:56
 
ah, dimenticavo...provate a leggere l'articolo segnalato da pierluigi in sequenza al precedente post di mara...
federico
utente anonimo

#3   13 Maggio 2008 - 22:18
 
con la pagella digitale che succederà dopo che il babbo e la mamma avranno letto le insufficienze? invieranno ai propri figli un ceffone via e-mail??
emanuela
utente anonimo

#4   14 Maggio 2008 - 10:23
 
cari bloggisti, ieri sono stato al Forum PA, a dire il vero un po' di corsa ma come altre volte ho ricevuto l'impressione che l'innovazione sia sempre più uno slogan che tutti gridano, minimizzando la portata di qualunque cambiamento e concentrandosi sui feticci, sui simboli che "paiono" nuovi... Tanto per dire, davanti allo stand del CNIPA c'era una folla che riempiva borsette di libri, depliant e gadgets. Io ogni volta che leggo la sigla CNIPA ripenso ai tempi gloriosi dell'AIPA, autorità amministrativa indipendente all'angolosassone, cioè indipendente dal governo (o meglio dai governi, mettendoci anche gli altri soggetti costituzionali che formano la Repubblica della costituzione malamente rinnovata nel 2001): si potevano rigettare i grandi contratti informatici delle PA per vizi formali e per inconsistenza tecnica, si potevano comminare sanzioni a PA inadempienti, etc.
Oggi, il CNIPA è strumento tecnico che dipende da Stanca, Nicolais o Brunetta, quindi inefficace rispetto al Governo, soggetto principale di investimenti in "innovazione".
Anche io, come Federico, gioirò nel caso fra un anno e mezzo le tecnologie cessassero ufficialmente di essere "nuove" e diventassero "normali", inserite nell'attività delle PA come strumenti usuali e il cerchio delle garanzie amministrative e giuridiche, saldate da efficacia efficienza e soddisfazione (dei cittadini, non dei governi) fosse chiuso.
Sorry per la lunghezza del commento, ma dopo un bel po' di tempo mi trovo con 10 minuti tranquilli e siete voi a farne le spese...
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