cari bloggisti,
non ho avuto ancora modo di approfondire l'argomento, ma intanto lo lancio, in pieno stile blog...
Vi giro un messaggio che ha girato nella lista dei bibliotecari AIOB-CUR, che mi pare interessante far conoscere anche a voi. Gli effetti anche sull'articolazione dell'offerta formativa, oltre naturalmente sulla già difficiole uniformità delle procedure di selezione degli archivisti, mi paiono anche a uno sguardo superficiale enormi!
Speriamo se ne parli nei media, altrimenti vorrà dire che siamo proprio messi male...
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Date: Fri, 6 Nov 2009 09:32:30 +0100
From: Dario D'Alessandro <dariodalessandro1941@yahoo.it>
Subject: Re: Territorializzazione delle procedure concorsuali
Nerio Agostini ha scritto:
"Una "bellissima" novità introdotta dal neo D. Lgs. n. 150/2009 che con
l'art. 51 dal titolo significativo - Territorializzazione delle
procedure concorsuali - afferma:
«Il principio della parità di condizioni per l'accesso ai pubblici
uffici è garantito, mediante specifiche disposizioni del bando, con
riferimento al luogo di residenza dei concorrenti, quando tale requisito
sia strumentale all'assolvimento di servizi altrimenti non attuabili o
almeno non attuabili con identico risultato....."
La cosa non e' nuova.
Non e' di oggi infatti il commento di Davide Caparini Presidente della
Commissione bicamerale-Questioni Regionali e Capogruppo Lega Nord
Commissione Lavoro a Montecitorio che con una Lettera al Giornale di
Brescia del 10/09/2008 enfatizzava: "Abbiamo compiuto un grande passo in
avanti: l'accesso ai concorsi pubblici avverrà anche in base alla
residenza, ovvero, il punteggio assegnato ai concorrenti potrà tenere
conto della residenza qualora questa consenta un migliore svolgimento
della funzione a cui è stato chiamato il candidato."
Per chi avesse voglia di leggersi questo capolavoro di prosa leghista
puo' andare al sito
http://gl-es.facebook.com/note.php?note_id=35050261596
E pensare che negli anni settanta pareva discriminatorio il fatto che
alcune amministrazioni pubbliche (la P.I., a quanto ricordo, per i
docenti) imponessero l'obbligo della residenza "dopo" l'esito del
concorso, norma che poi fu abrogata, o comunque cesso' di essere
applicata.
non ho avuto ancora modo di approfondire l'argomento, ma intanto lo lancio, in pieno stile blog...
Vi giro un messaggio che ha girato nella lista dei bibliotecari AIOB-CUR, che mi pare interessante far conoscere anche a voi. Gli effetti anche sull'articolazione dell'offerta formativa, oltre naturalmente sulla già difficiole uniformità delle procedure di selezione degli archivisti, mi paiono anche a uno sguardo superficiale enormi!
Speriamo se ne parli nei media, altrimenti vorrà dire che siamo proprio messi male...
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Date: Fri, 6 Nov 2009 09:32:30 +0100
From: Dario D'Alessandro <dariodalessandro1941@yahoo.it>
Subject: Re: Territorializzazione delle procedure concorsuali
Nerio Agostini ha scritto:
"Una "bellissima" novità introdotta dal neo D. Lgs. n. 150/2009 che con
l'art. 51 dal titolo significativo - Territorializzazione delle
procedure concorsuali - afferma:
«Il principio della parità di condizioni per l'accesso ai pubblici
uffici è garantito, mediante specifiche disposizioni del bando, con
riferimento al luogo di residenza dei concorrenti, quando tale requisito
sia strumentale all'assolvimento di servizi altrimenti non attuabili o
almeno non attuabili con identico risultato....."
La cosa non e' nuova.
Non e' di oggi infatti il commento di Davide Caparini Presidente della
Commissione bicamerale-Questioni Regionali e Capogruppo Lega Nord
Commissione Lavoro a Montecitorio che con una Lettera al Giornale di
Brescia del 10/09/2008 enfatizzava: "Abbiamo compiuto un grande passo in
avanti: l'accesso ai concorsi pubblici avverrà anche in base alla
residenza, ovvero, il punteggio assegnato ai concorrenti potrà tenere
conto della residenza qualora questa consenta un migliore svolgimento
della funzione a cui è stato chiamato il candidato."
Per chi avesse voglia di leggersi questo capolavoro di prosa leghista
puo' andare al sito
http://gl-es.facebook.com/note.php?note_id=35050261596
E pensare che negli anni settanta pareva discriminatorio il fatto che
alcune amministrazioni pubbliche (la P.I., a quanto ricordo, per i
docenti) imponessero l'obbligo della residenza "dopo" l'esito del
concorso, norma che poi fu abrogata, o comunque cesso' di essere
applicata.
postato da: pfeliciati alle ore novembre 07, 2009 12:25 | Permalink | commenti (2)
categoria:lavoro, formazione
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