sabato, 07 novembre 2009
cari bloggisti,
non ho avuto ancora modo di approfondire l'argomento, ma intanto lo lancio, in pieno stile blog...
Vi giro un messaggio che ha girato nella lista dei bibliotecari AIOB-CUR, che mi pare interessante far conoscere anche a voi. Gli effetti anche sull'articolazione dell'offerta formativa, oltre naturalmente sulla già difficiole uniformità delle procedure di selezione degli archivisti, mi paiono anche a uno sguardo superficiale enormi!
Speriamo se ne parli nei media, altrimenti vorrà dire che siamo proprio messi male...
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Date:    Fri, 6 Nov 2009 09:32:30 +0100
From:    Dario D'Alessandro <dariodalessandro1941@yahoo.it>
Subject: Re: Territorializzazione delle procedure concorsuali

Nerio Agostini ha scritto:
"Una "bellissima" novità introdotta dal neo D. Lgs. n. 150/2009 che con
l'art. 51 dal titolo significativo - Territorializzazione delle
procedure concorsuali - afferma:
«Il principio della parità di condizioni per l'accesso ai pubblici
uffici è garantito, mediante specifiche disposizioni del bando, con
riferimento al luogo di residenza dei concorrenti, quando tale requisito
sia strumentale all'assolvimento di servizi altrimenti non attuabili o
almeno non attuabili con identico risultato....."

La cosa non e' nuova.

Non e' di oggi infatti il commento di Davide Caparini Presidente della
Commissione bicamerale-Questioni Regionali e Capogruppo Lega Nord
Commissione Lavoro a Montecitorio che con una Lettera al Giornale di
Brescia del 10/09/2008 enfatizzava: "Abbiamo compiuto un grande passo in
avanti: l'accesso ai concorsi pubblici avverrà anche in base alla
residenza, ovvero, il punteggio assegnato ai concorrenti potrà tenere
conto della residenza qualora questa consenta un migliore svolgimento
della funzione a cui è stato chiamato il candidato."

Per chi avesse voglia di leggersi questo capolavoro di prosa leghista
puo' andare al sito
http://gl-es.facebook.com/note.php?note_id=35050261596

E pensare che negli anni settanta pareva discriminatorio il fatto che
alcune amministrazioni pubbliche (la P.I., a quanto ricordo, per i
docenti) imponessero l'obbligo della residenza "dopo" l'esito del
concorso, norma che poi fu abrogata, o comunque cesso' di essere
applicata.
postato da: pfeliciati alle ore novembre 07, 2009 12:25 | Permalink | commenti (2)
Commenti
#1    07 Novembre 2009 - 13:34
 
un estratto dal "capolavoro" di Davide Caparin:

"I concorsi pubblici per le assunzioni nelle Amministrazioni statali e nelle Aziende autonome dovranno essere espletati a livello regionale; eventuali deroghe dovranno essere autorizzate dal Presidente del Consiglio.
Inoltre, gli uffici con sede regionale, compartimentale o provinciale potranno bandire concorsi unici circoscrizionali per l’accesso alle varie professionalità. In particolare, sarà introdotto l’obbligo di individuare i posti banditi con riferimento alle sedi di servizio e, ove ciò non sia possibile, con riferimento ad ambiti regionali."
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#2    08 Novembre 2009 - 14:39
 
Temo di non comprendere la logica di Caparini: a causare danni e disagi alla Pubblica Amministrazione, stando alle sue osservazioni, sarebbe sia chi chiede un trasferimento dopo aver vinto un concorso sia chi dovrebbe cambiare sede ma rifiuta di farlo.
Stando così le cose, basterebbe dunque gestire in maniera più ragionevole domanda e offerta, senza aggiungere norme potenzialemnte discrimatorie come quella della territorializzazione.
A meno di non voler implicitamente stabilire  chi "dovrebbe restare a casa propria" o chi "farebbe meglio a tornarci"...

Lorenz
utente anonimo

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categoria:lavoro, formazione