Vorrei segnalare questo articolo pubblicato nel sito web di Repubblica:
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ttp://milano.repubblica.it/dettaglio/il-computer-di-mani-pulite-cerca-un-posto-al-museo/1637922
Mi sembra interessante come caso e problema concreto di conservazione del digitale e del pericolo di perdita delle fonti della nostra storia più recente.
Come specificato nell'articolo i due Hard disk da 600 da Mb ognuno dell' Olivetti Xp9 del 1992 sono memorizzati tutti i file dei verbali, interrogatori,autorizzazioni ecc... di quella inchiesta e il sw allora usato per la loro gestione.
Salvato in extremis dalla "rottamazione", si cerca un museo che possa conservarlo come memoria storica dell'inchiesta Mani pulite. Ben venga (soprattutto di questi tempi!) la sensibilità per questo oggetto e la sua conservazione per il suo significato storico e simbolico, ma sinceramente non mi sembra che la sua "musealizzazione" sia l'unico intervento auspicabile. Il Museo della Scienza si è candidato come possibile conservatore, ma i suoi interessi sono di natura prettamente tecnologica: "Il suo valore storico per noi come museo non è legato all'inchiesta, ma al fatto che con questo computer per la prima volta l'informatica ha avuto un ruolo determinante in un'indagine giudiziaria. È stata la prima volta, per quel che se ne sa, che un computer ha dato una svolta tecnica determinante a un'inchiesta di grande respiro". Ma questo computer non è solo HW. Non bisogna dimenticare infatti che al suo interno vi sono documenti, record, file riservati che solo in parte hanno un corrispettivo cartaceo nell'archivio dell'inchiesta (che peraltro sembra giacere nello stesso sottoscala dove si trova il pc in uno stato di semi abbandono e di disordine, anch'esso bisognoso di interventi per garantirne la conservazione!). Si tratta di un archivio digital born che necessita di una specifica gestione perchè sia conservato e soprattutto accessibile, ma non mi sembra sia stato riconosciuto come tale da chi sta occupando del recupero di questo pc. Spero proprio che qualcuno faccia notare la cosa e proponga una conservazione separata dei dati memorizzati dall'HW e la loro migrazione su altri supporti e in formati standard per garantire l'accesso indipendentemente dalla macchina in cui oggi sono memorizzati, nonchè una loro "gestione archivistica". In questa prospettiva risulta determinante anche la possibilità di interfacciarsi e integrarsi con l'archivio cartaceo di cui è il naturale completamento.
Mi rimane anche una perplessità di carattere giuridico: può un'istituzione museale essere considerata idonea alla conservazione di documenti di pertinenza statale riservati??
Paola