Condivido molti degli aspetti positivi cui fa riferimento Roberto Grassi parlando di conferenza nazionale degli archivi. Mi duole non aver potuto condividere il settimo che mi sembra tra i più significativi.
Concordo in pieno su quello che scrive sulla cooperazione e sulla possibilità di estenderla anche alla tutela. In linea di massima si prefigurano scenari all'interno dei quali potrebero trovare soluzione questioni annose. Dipende dalle persone appunto e si sa le persone hanno posizioni che non sempre si conciliano con una visione cooperativa...
La cooperazione è prima che un fatto giuridico un'attitudine culturale e istituzionale, un modello scientifico se vogliamo. Ho la sensazione, anche da quello che ho recepito a Bologna, che l'anelito alla cooperazione debba ancora fare i conti con un sistema di relazioni che non è di molti a molti ma di uno a molti, dove però a combattersi il ruolo di uno mi sembrano in più d'uno... Non mi riferisco ovviamente a ness(uno), è poco più di una sensazione, quasi il timore che per qualche motivo la cooperazione possa essere ostacolata dalla difesa dei "particulari".
E spero con tutto il cuore di sbagliarmi da pessimista naturale quale sono. I fatti (però i fatti, non le parole) mi smentiranno presto e io sarò ben lieto di fare ammenda anche perchè i presupposti stavolta ci sono tutti, per cooperare.
La conferenza ha avuto il grande merito, che va riconosciuto a chi l'ha voluta e organizzata, di tornare ad accendere i riflettori più che sugli archivi sulla comunità archivistica e mi sembra che ce ne fosse un gran bisogno. Vediamo appunto che ne verrà fuori.
Chiudo spiegando il titolo di questo post ma soprattutto chiedendo chiarimenti senza nessun intento polemico e senza nessuna valutazione in merito alla qualità dei singoli progetti.
Come segnalato in un post precedente appena prima dell'inizio della Conferenza si è avuto notizia che era disponibile on line il sistema guida generale. In un primo momento, senza leggere con la dovuta attenzione la pagina introduttiva, mi ero immaginato che il sistema fosse una nuova versione della guida e che andasse immediatamente a sostituire la versione precedente. In realtà, però, come corretamente spiegato dai curatori, al momento il sistema guida fa riferimento solo al preunitario quindi non rimpiazza la vecchia versione ma in qualche modo la affianca così come affianca sias. Ecco il dubbio mi viene proprio qui...in teoria esiste la possibilità che un utente possa imbattersi in tre diverse versioni e in tre diversi modeli descrittivi per un singolo archivio che promanano tutte dalla medesima amministrazione sia pure con caratteristiche e criteri di qualità di diverso tenore.
Chiaro che con il tempo, con il SAN e con il PAN tutto si aggiusterà ma nel frattempo c'è il rischio, per l'utente, di "fare casino"...e, in ogni caso, tutto ciò non mi sembra aver molto di sistematico. Ma anche questa è un'impressione mia.
Concordo in pieno su quello che scrive sulla cooperazione e sulla possibilità di estenderla anche alla tutela. In linea di massima si prefigurano scenari all'interno dei quali potrebero trovare soluzione questioni annose. Dipende dalle persone appunto e si sa le persone hanno posizioni che non sempre si conciliano con una visione cooperativa...
La cooperazione è prima che un fatto giuridico un'attitudine culturale e istituzionale, un modello scientifico se vogliamo. Ho la sensazione, anche da quello che ho recepito a Bologna, che l'anelito alla cooperazione debba ancora fare i conti con un sistema di relazioni che non è di molti a molti ma di uno a molti, dove però a combattersi il ruolo di uno mi sembrano in più d'uno... Non mi riferisco ovviamente a ness(uno), è poco più di una sensazione, quasi il timore che per qualche motivo la cooperazione possa essere ostacolata dalla difesa dei "particulari".
E spero con tutto il cuore di sbagliarmi da pessimista naturale quale sono. I fatti (però i fatti, non le parole) mi smentiranno presto e io sarò ben lieto di fare ammenda anche perchè i presupposti stavolta ci sono tutti, per cooperare.
La conferenza ha avuto il grande merito, che va riconosciuto a chi l'ha voluta e organizzata, di tornare ad accendere i riflettori più che sugli archivi sulla comunità archivistica e mi sembra che ce ne fosse un gran bisogno. Vediamo appunto che ne verrà fuori.
Chiudo spiegando il titolo di questo post ma soprattutto chiedendo chiarimenti senza nessun intento polemico e senza nessuna valutazione in merito alla qualità dei singoli progetti.
Come segnalato in un post precedente appena prima dell'inizio della Conferenza si è avuto notizia che era disponibile on line il sistema guida generale. In un primo momento, senza leggere con la dovuta attenzione la pagina introduttiva, mi ero immaginato che il sistema fosse una nuova versione della guida e che andasse immediatamente a sostituire la versione precedente. In realtà, però, come corretamente spiegato dai curatori, al momento il sistema guida fa riferimento solo al preunitario quindi non rimpiazza la vecchia versione ma in qualche modo la affianca così come affianca sias. Ecco il dubbio mi viene proprio qui...in teoria esiste la possibilità che un utente possa imbattersi in tre diverse versioni e in tre diversi modeli descrittivi per un singolo archivio che promanano tutte dalla medesima amministrazione sia pure con caratteristiche e criteri di qualità di diverso tenore.
Chiaro che con il tempo, con il SAN e con il PAN tutto si aggiusterà ma nel frattempo c'è il rischio, per l'utente, di "fare casino"...e, in ogni caso, tutto ciò non mi sembra aver molto di sistematico. Ma anche questa è un'impressione mia.
postato da: archivistica alle ore novembre 24, 2009 18:37 | Permalink | commenti (2)
categoria:date ed eventi, archivi nel web
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