
Federico Valacchi docente di archivistica e archivistica informatica presso l'Università di Macerata
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Volevo segnalarvi il rilascio ai primi di giugno dello standard WARC - Web ARChive file format, attualmente draft ISO/DIS 28500. L'ultima versione del WARC 0.18 si propone come un formato contenitore generalizzato per l'archiviazione di risorse digitali, frutto dello sviluppo di un iniziale progetto software open-source da parte di un board internazionale di cui fa parte anche la Biblioteca nazionale Centrale di Firenze.
Lo standard sul sito della BN Francese in http://bibnum.bnf.fr/WARC/warc_ISO_DIS_28500.pdf.
La pagina web dell'ISO dedicata allo standard è invece in http://www.iso.org/iso/iso_catalogue/catalogue_tc/catalogue_detail.htm?csnumber=44717.
Altre informazioni sul sito della Digital preservation Initiative della Library of Congress in: http://www.digitalpreservation.gov/formats/fdd/fdd000236.shtml
e sul blog della Library and Information Technology Assosiation americana, in: http://litablog.org/2008/06/04/new-standard-warc-web-arcive-file-format/.
volevo segnalarvi un lungo post comparso sul blog archivagando che mi sembra possa suscitare più di uno spunto di dibattito
lo trovate a questo indirizzo
http://deffeblog.wordpress.com/2008/04/26/archivi-di-qua-e-di-la-dellatlantico/
Sul Blog @rchivista in un post del 15 gennaio 2008 viene segnalato l'utilizzo di risorse 2.0 da parte di centri o servizi archivistici in varie parti del mondo allo scopo di offrire un servizio migliore agli utenti. Ci potete trovare anche i relativi link
http://archivista.wordpress.com/2008/01/15/archivos-un-poco-mas-20/
vi giro questa notizia interessante.
Il volume l'ho già visto tempo fa, schede molto sintetiche ma mi pare che l'iniziativa sia buona... certo se al volumetto seguisse uno strumento più accessibile, ad esempio un'anagrafica web aperta all'aggiornamento sarebbe ancora meglio! ll consigliere di Veltroni Alessandro Portelli è uno studioso di letteratura e di antropologia, attento da tempo ai temi della memoria dlocumentaria (vedi il super-convegno di tempo fa, sempre a Roma, con Carucci, Guercio, Archivi del novecento etc.) :
Martedì 29 gennaio, ore 15.00 – Casa della Memoria e della Storia, via S. Francesco di Sales, 5 presentazione della pubblicazione ‘’Roma la città della Memoria Guida agli archivi della città contemporanea’’. A cura dell’ Ufficio del Consigliere del Sindaco per la memoria della città.
Un censimento degli archivi cittadini per dare visibilità alle piccole realtà locali. Perché ogni archivio ha attinenza con la vita pubblica e quindi con la storia della città. Presso alcuni popoli antichi l'archivista era chiamato "Il ricordatore del re", colui che possiede la difficile scienza della concatenazione storica. Contemporaneamente un misto di conoscenza e amore per il proprio compito, il vero erede della cultura umanistica. Oltre 160 luoghi aperti al pubblico dove si conserva la memoria di Roma contemporanea. Interviene il Consigliere del Sindaco Alessandro Portelli.
All'indirizzo http://www.pd.camcom.it/dev_cciaa/Web.nsf/web/gara_archivio_doc07 è possibile consultare tutta la documentazione relativa alla gara per l'affidamento triennale "del servizio di achiviazione e gestione dei documenti " della Camera di Commercio di Padova. Scadenza presentazione offerte : 04.12.2007 ore 12.00.
vi segnalo (dietro segnalazione del prof, quindi di seconda mano) l'inchiesta della serie "Good news" di REPORT, il programma televisivo di inchieste della domenica sera su RAI 3, dal titolo Trasparenze Svedesi, di Giuliano Marucci, dalla puntata del 28.10.07. Il tema è l'acesso ai documenti delle pubbiche amministrazioni per ia telematica.
Questa la premessa: "In tutti i Paesi Scandinavi, dal diciottesimo secolo, è in vigore una legge che vincola ogni Istituzione Pubblica a rendere completamente accessibili a chiunque i documenti che genera o riceve. Questa tradizione svedese è diventata legge anche per le Istituzioni Europee." Il testo completo in : http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%255E1075220,00.html.
Un primissimo commento, al di là del tendenziale sensazionalismo del servizio e dell'assenza di rferimenti alla nostra realtà - normativa e applicativa - nazionale, potrebbe essere notare come, in apparenza, le istituzioni archivistiche nazionali e locali, in Svezia, sembrino essere parte integrante del flusso di atività della vita delle istituzioni e non un appendice secondaria, di risulta, come mi pare tendenzialmente sia da noi.. Che sia il caso di segnalare alla Gabanelli e C. come in Italia le norme almeno parzialmente, ci sarebbero pure, e anche qui da parecchio tempo, ma come non si riesca a fare quel 2+2 tra accesso e conservazione, sistema amministrativo e modello conservativo?
Tutto si potrà dire della lista 23 ma non che ormai sia un appuntamento da non perdere all'ora del caffè. L'ultima puntata interessante mi sembra quella sulla grammatica...Se leggete con attenzione il carteggio recente in materia secondo me capite come mai le veline la spunteranno sempre sugli archivisti...Qualcuno tenta di sollevare una questione seria e vai che si scatena un dotto dibattito sulla punteggiatura, sul rapporto tra forma e sostanza ecc..
Ecco appunto la sostanza 10 messaggi per non dire nulla se non che è opportuno scrivere in un italiano corretto. Come se nessuno quando butta giù un pensiero o una mail non avesse mai fatto un refuso o utilizzato forme non manzoniane. Come al solito ci si accapiglia sul valore di un campo ma si perde di vista la struttura...ciò è molto archivistico
Il moderatore aggiunge che prima di scrivere alla lista bisogna meditare per evitare di farsi influenzare dall'eccessiva emotività...ma allora è una lista di meditazione non di discussione!
Quanto poi ai criteri di gestione dei contenuti alla organizzazione del flusso informativo ecc, cui pure si accenna, credo che ci sarebbero altre osservazioni da fare.
E se allora provassimo a far evolvere alcuni dei nostri piccoli strumenti? Sarà possibile creare una lista nuova che magari dia voce ai problemi archivistici inambito accademico e diventi uno strumento serio di comunicazione tra docenti, discenti e professionisti? Si potrebbe pensare di coinvolgere i colleghi ma solo se ci muoviamo da soli forse riusciamo a fare qualcosa. Ogni tentativo di innovazione del settore (e proprio alcune posizioni assunte su un messaggio recente di 23 lo confermano) è infatti inquesta fase sottoposto al rischio dell'effetto melassa. Ci avete fatto caso come molte iniziative (molte delle quali davvero prive di sostanza ma ricchissime di forma) finiscano imbrigliate nei bla bla bla gattopardeschi? Avete fatto caso al livello di asservimento che attraversa il nostro settore?
Proviamo a dare una risposta, come al solito di basso profilo e lontano dai riflettori che illuminano il nulla che si agita nel vuoto pneumatico. Tanto che abbiamo da perdere? Lo sfascio civile e ciulturale che ci circonda non potrà certo peggiorare...e male che vado potremmo pentirci e chiedere l'assoluzione al sottosegretario o, se il peccato è davvero grave, anche al ministro...
Carissimi lo avrete già visto ma ecco il testo della lettera che un nonm eglio identificato gruppo di lavoro intende inviare al ministro. a parte il passaggio sulla "proverbiale" sensibilità del ministro stesso mi sembra davvero scoraggiante in molti passaggi a cominciare dall'equipollenza tra scuola di archivio e laurtea specialistica (2 anni al prezzo di 5). E se invece alla scuola di archivio si potesse accedere solo con la laurea, come dico da tempo?
E poi naturalmente tutto in mano a ANAI, soprintendenze e archivi di stato con elenchi tenuti da costoro e con buona pace dell'impresa e del libero mercato...
naturalmente è un tentativo da apprezzare ma è anche il segnale della estrema frantumazione della disciplina...
comunque a voi il giudizio
Signor Ministro,
Le scriviamo a nome di un'ampia rappresentanza di
archivisti, la maggior parte giovani sia nell'età
che nella professione, per sottoporre alla Sua
attenzione gli innumerevoli problemi legati a questa professione.
Noto come al giorno d'oggi sia più che mai
difficile trovare un'occupazione, ma nel mondo
degli archivi il problema assume proporzioni di
rilievo, anche per il fatto che troppo spesso,
soprattutto nelle amministrazioni periferiche e
nel privato, l'archivio è considerato come un
problema da risolvere piuttosto che come un
patrimonio da tutelare e da valorizzare. E troppo
spesso si tende ad affidare la responsabilità a
personale esecutivo privo dei necessari requisiti
tecnici, già addetto ad altre funzioni, quando
non si procede addirittura alla distruzione di
interi complessi documentari tramite scarti abusivi.
Facendo fede nella Sua proverbiale sensibilità
verso le problematiche inerenti il patrimonio
culturale, e dunque anche archivistico, del
nostro Paese, alcuni di noi, aderenti alla Lista
Archivi 23, hanno stilato una serie di priorità
che appaiono quanto mai urgenti per una corretta
tutela di questa delicatissima professione che si
fa vanto di contribuire alla salvaguardia del patrimonio documentale italiano.
Di seguito un breve elenco dei punti condivisi:
a) Qualificazione della formazione attraverso
il riconoscimento del diploma conseguito presso
le scuole degli Archivi di Stato italiani come
titolo specialistico (equipollente a quello
rilasciato dalle Scuole di Specializzazione
presso le Università italiane, dalla Scuola
Vaticana di Archivistica, Paleografia e
Diplomatica, nonché ai titoli conseguiti al
termine di corsi di laurea specialistici),
valutato in modo univoco in tutti i concorsi
pubblici con relativo riconoscimento di 6 punti;
b) Avviamento delle procedure di reclutamento di
nuovo personale nell'Amministrazione degli
Archivi di Stato che vada a rimpiazzare quello cessato dal servizio;
c) Attuazione, almeno per tutta la Pubblica
Amministrazione, dell'art. 61 del DPR 445/2000
sulla tenuta e gestione degli archivi e sulla nomina
di un archivista effettivo (tale servizio
potrebbe essere dato in appalto a privati secondo lo spirito del DPR 267/2000);
d) Impegno, di concerto con il Ministero
competente, ad intervenire sulla legge Biagi in
modo che si possa prevedere una maggiore tutela
del lavoro privato, anche in considerazione del
ricorso sempre maggiore all'affidamento a società
di servizi specializzate per il riordinamento e
l'inventariazione degli archivi e all'outsourcing per la gestione degli stessi;
e) Incremento delle risorse destinate ai piani
di intervento annuale nei beni culturali per il
riordino di fondi archivistici predisposti dai
Servizi II e III della Direzione Generale per gli
Archivi, in maniera da accrescere gli interventi
di salvaguardia, riordinamento e inventariazione
e da facilitare l'inserimento nel mondo del
lavoro delle nuove leve fresche di studi
f) Istituzione di elenchi regionali di
professionisti tenuti dalle Soprintendenze
archivistiche, dagli Archivi di Stato e dall'ANAI
verso i quali indirizzare i commitenti alla
ricerca di personale cui affidare il riordinamento dei propri archivi;
g) Impegno affinché i Servizi della Direzione
Generale Archivi, le Soprintendenze Archivistiche
e gli Archivi di Stato diffondano ed applichino
tra i soggetti committenti il tariffario redatto
(anziché indicato) dall'ANAI, quale associazione
professionale monitorata dal CNEL, in modo tale
che la concorrenza si svolga esclusivamente sulla
qualità del prodotto finale senza incidere su quella professionale.
Nella speranza che questa nostra richiesta possa
essere di sollecito per intervenire sul problema
che non tocca solo i beni culturali, ma anche una
ampia parte di giovani lavoratori precari, quanto
mai ricettivi verso ogni iniziativa che si
schieri a difesa del patrimonio storico,
documentario e archivistico nazionale, Le inviamo
distinti saluti restando in attesa di un cortese cenno di riscontro.
(da ARCHIVI 23... messaggio distribuito il 9 agosto)
Codice Bando SEGID05-2007
È indetta una selezione pubblica per titoli ed esami per l'assunzione, con contratto di lavoro a tempo determinato ai sensi dell'art. 23 del D.P.R.171/91, di n. 2 unità di personale con profilo professionale di Tecnologo livello III, presso il Servizio per la Gestione Informatica dei Documenti, dei Flussi Documentali e degli Archivi del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Roma
Titolo di studio: Diploma di Laurea conseguito secondo la normativa in vigore anteriormente al D.M. 509/99, equiparato ai sensi del D.M. 5 maggio 2004 (G.U. 21 agosto 2004, n. 196), oppure della Laurea Specialistica, in una delle seguenti discipline: Fisica, Matematica, Ingegneria Elettronica, Ingegneria Informatica, Scienze dell'Informazione, Informatica, Giurisprudenza, Scienze Politiche, Archivistica e Biblioteconomia, Informatica per le discipline Umanistiche
G.U. n. 62 del 07/08/2007 - Scadenza 06-09-2007
Prosegue a singhiozzo il dibattito su Archivi 23 in merito alla professione. Un dibattito che mi sembra davvero poco elastico e come al solito generico e teso a rivoluzioni copernicane che devono calare dall'alto. io ho deciso che su archivi 23 non scrivo più una riga che non sia semplice comunicazione quindi mi "sfogo" con voi.
La situazione dei precari dell'archivistica è grave (ma lo è sempre stata perchè ricordo bene la sensazione che si prova quqando si è in attesa di un nuovo incarico...)
Eppure c'è chi lavora, anche perchè è diusposto a rischiare qualcosa.
In ogni caso ormai mi sono convinto che non esiste una comunità arhivistica nazionale. O almeno quella che esiste non ha proprio le caratteristiche di una comunità. Quindi massima disponibilità ed apertura ma se vogliamo esssre concreti credo che dobbiamo guardare al nostro contesto di riferimento e continuare a darci da fare per garantire occasioni di impiego delle professionalità che l'università forma. questa mi sembra l'unica ricetta
per il resto chiacchiere da bar...